Italia: con euro boom debito, disoccupazione, prezzi (fino a +80%)

21 Febbraio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La moneta unica continua a provocare malumori e genera scetticismo non solo nelle periferie d’Europa ma anche ai piani alti. La stessa Germania, che è il paese che ha guadagnato più di tutti con l’introduzione dell’euro ben 15 anni fa, oggi mostra un certo ripensamento. Ma perché questa insofferenza?

I motivi sono tanti e il Corriere della Sera torna ad elencarli. Il primo è da ricercarsi nel malcontento che ha generato la globalizzazione che di fatto non ha migliorato come da attese le condizioni di vita della popolazione. A dirlo i dati snocciolati da un’indagine condotta dal World Economic Forum.

La globalizzazione ha migliorato la vita di cinesi e indonesiani mentre negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia fino agli Emirati Arabi Uniti le condizioni sono addirittura peggiorate, con una maggior senso di precariato. E l’euro è nato in un’era dove la risposta alla globalizzazione sono i neo nazionalismi.

Ma la sfiducia verso la moneta unica si spiega anche guardando ai dati italiani. Dal 2001 il debito pubblico è cresciuto di circa 500 miliardi di euro e dal 108% del Pil è arrivato oltre il 133%. Anche la disoccupazione è peggiorata e dall’8,8% di fine 2001 è arrivata a dicembre 2016 all’11,9%. In questa valle di lacrime solo l’export ha tenuto.

Ma nella popolazione il malcontento verso l’euro è cresciuto soprattutto perché da quando è entrato in vigore sono schizzati alle stelle i prezzi dei generi alimentari e fare la spesa ogni giorno diventa un’impresa ardua.

Secondo i dati dell’Istat, confrontando i prezzi dei principali prodotti di largo consumo dal 2002 al 2016 si notano aumenti vertiginosi: +47% per un chilo di spaghetti, +58% per il riso, +55% per la passata di pomodoro, +80% per le patate e +73% per la carne di vitello. Ma perché è calato così tanto il potere d’acquisto? I motivi son tre: il cambio sfavorevole, l’arrotondamento prima del passaggio dalla lira all’euro e i controlli mancati durante il periodo della doppia circolazione che hanno portato alla “conseguente speculazione”. Si pensi, sottolinea il Corriere della Sera, “al raddoppio degli affitti che molti italiani hanno dovuto subire. I fatti sommariamente elencati, conducono alcuni a sostenere che per l’ Italia sia meglio uscire dall’euro per riacquisire la sovranità monetaria, la penetrazione sui mercati e il potere d’acquisto perduto. Tornare alla lira non è però proponibile, se allo stesso tempo non lo fanno anche Francia e Germania”.

Quale la soluzione? Per alcuni è meglio uscire dall’euro e riacquistare la sovranità monetaria perduta  ma risulta difficile. Così altra soluzione paventata da alcuni economisti è quella di riproporre il Sistema monetario europeo (SME) con differenze per ogni moneta nazionale o ancora creare un Tesoro unico che emetta debito e che venga comprato direttamente dalla Bce. Il dibattito è solo all’inizio e non resta che attendere.