“Italia avara con i giovani”

26 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Le riforme del governo Renzi Jobs Act e Buona Scuola sono positive. Ma l’Italia continua a rimanere avara con i giovani. E’ quanto ha detto, nel corso di una intervista rilasciata a Radiocor Plus Mauro Pisu, capo del Desk Italia all’Ocse. Pisu ha ammesso:

“L’Italia è tra i Paesi che hanno fatto più progressi nell’attuazione delle riforme strutturali. Il governo Renzi ha un programma di riforme ambizioso e sono stati compiuti passi avanti nell’attuazione. Questo va a credito del Governo e del Parlamento”. Rimane tuttavia molto da fare per far ripartire in modo efficiente il motore dell’economia italiana, visto l’elevato livello della disoccupazione giovanile e la scuola, strettamente interconnesse. “La società italiana offre poco ai giovani, dall’istruzione alle opportunità del mercato del lavoro”. E la scuola è stata “penalizzata per anni, non è stata considerata una priorità, sono state ridotte le risorse. La qualità dell’istruzione di base ne ha risentito e i risultati si vedono anche nel mercato del lavoro”. Ora “ci accorgiamo dei danni che questa situazione ha provocato”.

Come ovviare a un tale contesto? Secondo Pisu, “una soluzione duratura del problema della disoccupazione giovanile passa anche attraverso una riforma del sistema scolastico e universitario“.

Sul Jobs Act, il suggerimento che segue l’apprezzamento:

Il Jobs Act va bene. Quello che, però, resta da fare è rendere realmente operativa l’Agenzia per le Politiche Attive del Lavoro. E’ il tassello mancante per l’implementazione totale del Jobs Act’. Secondo Pisu, l’Agenzia è “un elemento fondamentale”, soprattutto per fare fronte al problema della disoccupazione di lungo termine, che in Italia è particolarmente grave. L’economista continua: “Il Jobs Act, inoltre, potrebbe contribuire a ridurre il ‘mismatch’ tra le competenze del lavoratore e le mansioni che svolge, di cui l’Italia è ‘maglia nera’ nell’Ocse. La dualià del mercato del lavoro, per anni da un lato super-rigido e dall’altro super-flessibile per i vari co.co.co e precari (spesso giovani) ha “impedito un’allocazione efficiente delle risorse umane”.

Sulla Riforma della Buona Scuola, l’economista la considera “positiva, perchè il Governo mette più risorse, finalmente sta assumendo più personale. Si va nella direzione di mettere la scuola al centro della politica”. Riguardo al modo in cui saranno valutati i professori, Pisu è convinto:

“Il problema principale è pensare ai giovani e agli studenti. Punto. Bisogna lavorare per loro. I sistemi di valutazione dovranno essere monitorati e studiati bene, non dovranno penalizzare ovviamente i buoni insegnanti. Bisogna farli accuratamente e non è semplice. In molti Paesi ci sono difficoltà nell’introdurli, ma è un qualcosa che bisogna fare, perchè l’istruzione è troppo importante per essere trascurata, come è stato fino ad ora’.