Italia a Ue: “serve fondo unico di garanzia depositi”

27 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – “La Vigilanza unica bancaria”, in capo alla Bce, “è pienamente operativa. Ulteriori passi sono necessari verso un backstop comune (sostegno comunitario) e un fondo unico di garanzia sui depositi”. E’ la proposta del governo italiano, contenuta nel suo contributo al completamento dell’Unione monetaria in vista del Consiglio europeo del 25-26 giugno, visionato da askanews.

“L’assetto, la dimensione e i livelli di condivisione dell’attuale meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie potrebbero non essere adatti allo scopo in caso di crisi di maggiori dimensioni”, sottolinea l’esecutivo.

Nel dettaglio, il backstop comunitario, dunque con risorse comuni, è uno dei pilastri della seconda gamba dell’Unione bancaria: il meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie. Salvataggi e liquidazioni di banche, con la nuova direttiva europea (Brrd), non possono più essere fatti a spese dei contribuenti. Da qui, oltre al bail-in (salvataggio a carico di azionisti, obbligazionisti e depositanti (franchigia fino 103 mila euro) della banca, si è passati anche alla creazione del Fondo di risoluzione che sarà a pieno regime tra 10 anni quando avrà raggiunto un livello di risorse pari a 55 miliardi di euro rivenienti dal contributo delle stesse banche dell’Eurozona.

Il governo Renzi, stando a quanto riporta askanews, propone anche uno schema comune di sussidi di disoccupazione, per l’Eurozona.

Sarebbe “un forte segnale sulla volontà di impegnarsi in una Unione dei cittadini che superi la frammentazione”.

Le proposte presentate dal governo sono contenute in un documento di nove pagine, di cui askanews ha potuto prendere visione.