Isis attacca gasdotti in Iraq, balzo del petrolio

4 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’Isis ha risposto agli attacchi di Iraq e Iran con una rappresaglia contro le pipeline irachene.

I militanti del gruppo estremista che aspira a creare una califfato in Medioriente e Nordafrica hanno dato fuoco ai gasdotti della regione di Tal Hasiba, a est della città di Tikrit, centro nevralgico del paese, vista anche la posizione strategica in cui è situato (vedi cartina sotto).

A riportarlo è l’emissione tv Iraqiya che non ha citato fonti.

A Shabwa in Yemen, nel frattempo uomini armati hanno fatto saltare in aria un’altra pipeline.

I contratti su WTI e Brent guadagnano 40 centesimi di dollaro (per il momento). I futures sul greggio Usa hanno sfiorato i 51 dollari al barile.

Proprio oggi sempre a Tikrit le forze irachene hanno accerchiando i jihadisti dello Stato islamico, tagliando le linee di rifornimento, prima di lanciare l’assalto alla città della provincia di Salahuddin. Al terzo giorno di offensiva, le forze armate, sostenute dalle milizie sciite e dai combattenti delle tribù sunnite, si trovano a circa una ventina di chilometri dalla città, e stanno avanzando su tre fronti: dalla città di Samarra a sud, dalla base militare Speicher a nord e dalla provincia di Diyala a est.

“L’obiettivo delle nostre operazioni è impedire al Daesh (acronimo arabo per Isis) di lanciare attacchi, tagliare le sue linee di rifornimento, impedire contatti con i combattenti (fuori città) e circondarli completamente prima di attaccare”, ha detto il generale Abdel Amir Al-Zaidi, comandante delle operazioni nella zona di Diyala.

Le forze irachene stanno anche cercando di assediare due località situate nei pressi di Tikrit: Al-Alam a nord e Al-Dour a sud. Finora sono riuscite a “distruggere la prima linea di difesa del Daesh, che era sul punto di lanciare attacchi contro le città della provincia di Diyala, costringendo i jihadisti a fuggire e a ritirarsi all’interno delle città”.
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Da parte sua, un funzionario di Samarra, l’altra grande città della provincia di Salahuddin, ha dichiarato che le “operazioni stanno procedendo come da piani”. Dall’inizio dell’offensiva, lunedì scorso, “non c’è stato alcun scontro diretto” tra le due parti.

Il portavoce della polizia, Mohammed Ibrahim, ha riferito di ordigni piazzati dagli islamisti lungo le strade e di attentati suicidi contro le forze armate. Secondo la radio dell’Isis, tre kamikaze hanno fatto esplodere ieri tre camion nei pressi di Samarra.