Era dal 2008 che non c’erano tanti investitori pessimisti sulla crescita

16 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

Il numero di investitori pessimisti sulla crescita economica mondiale è il più alto in dieci anni di tempo. Da novembre 2008, infatti, la percentuale di chi si aspetta che l’attività economica subisca una frenata il prossimo anno è del 38%.

È il risultato più eclatante dell’ultimo sondaggio condotto da Bank of America Merrill Lynch (BofAML) tra i fund manager dal 5 all’11 ottobre. Su un campione di 231 investitori con in totale 646 miliardi di asset in gestione, quasi quattro su dieci prevedono una decelerazione della crescita.

L’85% degli interpellati ritiene che l’economia globale si trovi nella fase finale del ciclo, una percentuale di ben l’11% superiore agli ultimi livelli massimi, visti a dicembre 2007. Il 20% del campione vede un deterioramento dei profitti aziendali nei prossimi 12 mesi.

Il sentiment è ai minimi di due anni, il che rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto al sondaggio condotto a gennaio, nel quale il 39% dei gestori puntava su un miglioramento dell’attività economica globale.

I fattori di rischio più citati sono i venti di guerra commerciale – l’elemento disturbatore numero uno secondo gli investitori (35% di loro lo dice) – la normalizzazione delle politiche monetarie (per il 31%) e il rallentamento dell’economia in Cina (16%).

Va detto che il sondaggio è stato condotto durante una settimana storicamente negativa per i mercati azionari, che hanno subito le perdite più pesanti da febbraio. Ad alimentare le vendite sono stati i timori associati al balzo dei rendimenti obbligazionari in Usa e la paura che la Federal Reserve imponga un ciclo di rialzo dei tassi a un ritmo più serrato di quello anticipato dai mercati.

Per nove mesi di fila, le posizioni lunghe sui FAANG sono state l’investimento più popolare: il 32% degli intervistati ha infatti rivelato una simile tattica, mentre il 19% hanno confidato di essere short sui Titoli di Stato Usa, i cui rendimenti sono saliti anche sopra il 3,25% nelle ultime sedute. Il 18% del campione è rialzista sull’indice S&P 500.

“Gli investitori sono pessimisti circa le prospettive di crescita globale”, osserva Michael Hartnett, chief investment strategist di Bank of America Merrill Lynch, tuttavia “non sono abbastanza ribassisti da segnalare qualcosa di diverso da un rimbalzo a breve termine per gli asset più rischiosi” come i titoli azionari.