Inflazione: in Argentina non si ferma e sfiora il 40%

12 Marzo 2021, di Alessandra Caparello

Se negli Stati Uniti e in Europa si assiste a un timido rialzo dell’inflazione, in Argentina le cose vanno decisamente peggio.

Se nella riunione di ieri, gli economisti della Bce hanno rivisto al rialzo le stime sul trend dell’inflazione per la zona euro, nel 2021 l’inflazione è attesa in rialzo dell’1,5%, rispetto al +1% delle proiezioni rese note a dicembre, negli Usa il dato reso noto pochi giorni fa ha smorzato i timori su una imminente eventuale impennata negli States.

Nel dettaglio, nel mese di febbraio l’inflazione degli Stati Uniti misurata dall’indice dei prezzi al consumo è salita dello 0,4% su base mensile, in linea con le attese degli analisti, rafforzandosi rispetto al +0,3% precedente. Su base annua, l’inflazione si è rafforzata dell’1,7%, in linea con le previsioni e in accelerazione rispetto al +1,4% di gennaio.
L’aumento delle stime dell’inflazione da parte della Bce invece è legata a fattori di natura transitoria, come l’aumento dei prezzi energetici come ha spiegato la presidente Lagarde.

Inflazione: Argentina sotto pressione

Tra i paesi dove l’inflazione è particolarmente insidiosa non possiamo dimenticare l’Argentina. L’ultimo dato ufficiale pubblicato dall’istituto nazionale di statistica Indec di Buenoprecisa che l’indice dell’aumento dei prezzi segna il 3,6% nel mese di febbraio, portando così il dato dei primi due mesi dell’anno in corso al +7,8%, mentre su base annua, invece, l’inflazione è al 40,7%.

Sui dodici mesi l’Argentina potrebbe chiudere il 2021 con un livello dell’indice dei prezzi al consumo di molto superiore all’ultima stima dell’esecutivo che nella legge di bilancio per l’anno in corso, ha previsto di chiudere l’anno al 29%.
A trainare al rialzo l’indice generale, si legge nel documento dell’Indec, sono le voci relative a ristorazione e turismo, con un +5,4 per cento, trasporti, con un +4,8 per cento, elettrodomestici, con un + 4,6 per cento, e alimenti e bevande non alcoliche, con +3,8 per cento.

Il 2020 si è chiuso con un tasso al 36,1%, un successo secondo il ministro dell’economia Guzmàn secondo cui l’aumento dei prezzi è sceso di 17 punti rispetto all’annus horribilis 2019 quando era al 53,8 per cento.
In ogni caso l’Argentina resta il Paese dell’America latina caratterizzato dal tasso d’inflazione più elevato, se si eccettua il Venezuela.