Inferno a Chicago: milionari fuggono da violenza e scontri razziali

13 Aprile 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Povertà, tensioni razziali e debiti hanno trasformato la città di Chicago in un inferno. Qualcuno già la considera la nuova Detroit, nei tempi peggiori della sua crisi. E i più ricchi lasciano la città, tanto che, secondo un recente sondaggio stilato da New World Wealth 3.000 milionari circa, con un patrimonio pari o superiore a $1 milione, esclusa la loro abitazione principale, sono fuggiti da Chicago lo scorso anno, citando tra le motivazioni anche l’aumento del tasso di criminalità.

Il numero rappresenta il 2% circa degli individui che detengono i patrimoni, su base netta, più alti della città. Le uniche città che hanno perso un numero maggiore di milionari sono state Parigi, in cui si è assistito a una fuga di 7.000 persone, o il 6% tra i più ricchi, e Roma, che ha perso 5.000 milionari, o il 7%.

Tuttavia, se la maggior parte dei milionari che hanno lasciato Parigi e Roma ha abbandonato i rispettivi paesi, i più ricchi di Chicago si sono trasferiti in altre città degli Stati Uniti, come Seattle e San Francisco, considerate tra le città americane che hanno assistito ai maggiori flussi in entrata di persone con ricco patrimonio.

Ma l’esperto Joshua Krause sottolinea che, se Chicago farà la fine di Detroit, non sarà solo per i continui scontri tra fazioni e per il boom di crimini, ma anche per l’assenza di opportunità di lavoro, dal momento che “le opportunità e il futuro sono andati a finire tutti all’estero, venduti al miglior offerente”.

Tutto ciò avviene in un contesto di debito a livelli “monstre” per la città, tanto che alla fine di marzo l’agenzia di rating Fitch  ha rivisto al ribasso la valutazione sul debito di Chicago a un livello appena al di sopra del livello “junk”, ovvero spazzatura. Il rating, tagliato di due gradini a BBB-, si riferisce ai bond emessi dalla città, per un valore di $9,8 miliardi e ad altri bond che hanno un valore di $486 milioni. Lo scorso anno, a maggio, Moody’s era andata oltre, rivedendo al ribasso il rating di Chicago di due gradini a “junk”, da Baa2 a Ba1.

Fitch ha avvertito che la terza città più grande degli Usa versa in una condizione finanziaria pericolosa.

E intanto Chicago brucia. Stando agli ultimi dati della Cnn, 141 persone sono state uccise nella città nei primi tre mesi del 2016, un rialzo di ben +71,9% rispetto alle 82 vittime dello stesso periodo del 2015. Forte il balzo degli scontri con arma da fuoco, che sono balzati +88,5% a 677 nei primi tre mesi dell’anno, contro i 359 dello stesso trimestre del 2015.

E l’ultima vittima è un ragazzo afro-americano di appena 16 anni, Pierre Loury,  ucciso da un poliziotto nella notte di lunedì, in quella che la polizia ha definito “un confronto armato” nel quartiere di Homan Square.

Secondo uno studio diffuso recentemente, nel 2015 sono state 1.134 le persone uccise dai poliziotti americani, negli Stati Uniti: un forte rialzo rispetto ai 444 casi del 2014. E i ragazzi afro-americani uccisi dalla polizia, di età compresa tra i 15 e i 34 anni, rappresentano più del 15% di quel numero, cinque volte tanto i ragazzi bianchi della stessa età.