Indice Baltic Dry su livelli da paura

18 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – L’indice cartina al tornasole delle attività commerciali marittime globali è sceso a un nuovo livello record negativo: 471 punti, appena un quarto del punteggio di 24 mesi fa. Il Baltic Dry Index (BDI) è sceso ancora ieri, aggiornando al ribasso i minimi del 20 novembre. Sono livelli negativi che non si vedevano da anni.

Nel grafico riportato qui sotto si può notare l’andamento altalenante dell’indice BDI negli ultimi cinque anni. In un anno la performance è negativa del -42,14% (stando ai dati disponibili nelle schermate di Bloomberg). Soltanto due anni fa l’indice valeva ben 2.330 punti e in agosto 1.200.

Il 20 novembre di quest’anno si era attestato in area 500 punti. L’indice Baltic Dry è fondamentale per avere il polso delle attività commerciali mondiali, in quanto monitora i costi di noleggio navale per il trasporto di alcune fra le principali materie prime.

L’indice, che viene calcolato sulla base di un’indagine quotidiana degli agenti, sta chiaramente risentendo del calo della domanda di materie prime proveniente dalla Cina, la seconda economia al mondo.

 

Fed ha premuto sul grilletto troppo presto?

Il Baltic Dry Index è considerato da molti analisti uno dei termometri chiave dell’andamento dell’economia globale, anche se, compresa nella sua volatilità, c’è anche la disponibilità, inelastica, di navi cargo.

L’andamento insolito fa paura a molti investitori, ma non a Janet Yellen che insieme ai colleghi del board di politica monetaria della Federal Reserve ha appena deciso di mettere fine all’era dei tassi zero imponendo un rialzo di 25 punti base del costo del denaro. Un evento che non si verificava dal 2006.