Carbone: domanda ferma per la prima volta dal ’90

18 Dicembre 2015, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – La domanda di carbone, la fonte primaria di emissioni inquinanti, non cresce più: è la prima volta che succede dagli Anni 90. Lo ha riferito l’Agenzia Internazionale di Energia.

Sul mercato e commercio della materia prima pesano la frenata della potenza economica cinese e le ultime iniziative politiche prese per combattere l’inquinamento ambientale.

L’agenzia di Parigi ha citato il calo dell’appetito per il carbone in Cina, il maggiore consumatore della materia prima, che attraversa un periodo difficile di rallentamento della crescita Pil dopo anni di tassi decisamente elevati di espansione economica.

La Cina, inoltre, sta investendo in nuove fonti alternative di energia non inquinanti, come l’idroelettrico, l’eolico e l’energia solare. Al contempo i settori di acciaio e cemento hanno visto un calo delle attività nel paese, la seconda economia al mondo.

Entro il 2020 la quota di carbone nei macchinari di produzione energetica nel mondo scenderà dal 41 al 37%, secondo le stime del’AIE. La buona notizia per chi ha investito nel carbone è che la domanda crescerà in altre aree emergenti, come l’India e la regione del Sudest asiatico.

Tra le cause dell’abbassamento della domanda globale di carbone, il numero uno dell’AIE Fatih Birol ha citato gli accordi presi dai grandi paesi del mondo all’ultimo summit sul clima di Parigi, il COP21.

È un periodo nero per le materie prime. Negli ultimi giorni sui mercati, le quotazioni di acciaio, minerali ferrosi, alluminio e rame sono scese ai livelli visti durante l’alba della scorsa crisi finanziaria, quando la recessione era ormai dietro l’angolo.