Indagine, strategie sui dati vedono le banche ancora impreparate

16 Settembre 2019, di Alberto Battaglia

A pochi giorni dall’entrata a regime della direttiva Psd2, l’opinione diffusa fra i professionisti del settore bancario e assicurativo è netta: il mondo finanziario tradizionale è ancora indietro nella considerazione dei dati rispetto alle nuove realtà Fintech. E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Weborama e Axionable su 70 professionisti del settore, intervistati fra il 15 maggio e il 15 giugno 2019.

Com’è noto, la direttiva Psd2 impone ai soggetti bancari di fornire loro dati sui clienti a società autorizzate che possono utilizzarli per fornire servizi innovativi per la clientela. Ad esempio, informare il cliente sullo status di tutti i suoi conti correnti in un’unica interfaccia grafica. La grandissima maggioranza degli intervistati, si legge nel White paper elaborato da Weborama, una Data Company attiva in Italia dal 2011, concorda sull’esistenza di una profonda frattura che separa le aziende tradizionali dalle nuove esperienze Fintech (lo afferma l’82% del campione).

I pareri, poi, si dividono quasi equamente fra chi ritiene che i dati godano già della considerazione che meritano nell’universo bancario e assicurativo, e chi sostiene che l’argomento sia ancora sottovalutato. Secondo il 57% dei professionisti il settore potrebbe migliorare nell’ambito dati e solo il 20% trova soddisfacente il livello di maturità del settore in merito.

“La data strategy non è una questione tecnologica”, ha affermato Jerome Zamy, direttore marketing di Weborama, “è necessario prima di tutto individuare i settori dell’azienda legati ai dati, farli convergere, modellare l’organizzazione attorno ad una riflessione comune attorno alla customer experience e, solo poi, elaborare delle applicazioni pratiche che siano fonte di valore”.