In Russia hanno tutti una video camera sul cruscotto dell’auto?

20 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MOSCA (WSI) – Chi ha guardato i video amatoriali sulla pioggia di meteoriti in Russia di venerdì scorso si è certamente posto questo punto di domanda: com’è possibile che decine di automobilisti abbiano ripreso in tempo reale, guidando, l’esplosione inaspettata del meteorite infuocato? Che ci fossero già le avvisaglie per l’esplosione, un boato, un qualcosa che suggerisse che stava per succedere qualcosa proprio in quel punto del cielo?

La risposta è no, non c’era alcun preavviso. La spegazione, racconta Wired.com, è che sui cruscotti russi molto spesso è piazzata una videocamera sempre in funzione. Ovvio quindi che gli automobilisti della sfortunata città di Chelyabinsk, sede dell’incidente, e rivolti nella direzione dell’esplosione, abbiano raccolto in automatico e per puro caso le immagini. Ma perché i russi filmano la strada?

Per avere le prove in caso di incidente. Sì, perché in un paese così grande, con strade spesso poco sicure e con tribunali che poco tutelano gli automobilisti nell’eventualità di danni, anche in presenza di testimoni oculari, sembra che montare un occhio vigile e obiettivo come quello di una telecamera sia il sistema più conveniente in assoluto, in particolare per garantirsi la copertura da parte delle assicurazioni.

Ecco i video, trovati sul web da WSI:

Chi ha guardato i video amatoriali sulla pioggia di meteoriti in Russia di venerdì scorso si è certamente posto questo punto di domanda: com’è possibile che decine di automobilisti abbiano ripreso in tempo reale, guidando, l’esplosione inaspettata del meteorite infuocato? Che ci fossero già le avvisaglie per l’esplosione, un boato, un qualcosa che suggerisse che stava per succedere qualcosa proprio in quel punto del cielo?

La risposta è no, non c’era alcun preavviso. La spegazione, racconta Wired.com, è che sui cruscotti russi molto spesso è piazzata una videocamera sempre in funzione. Ovvio quindi che gli automobilisti della sfortunata città di Chelyabinsk, sede dell’incidente, e rivolti nella direzione dell’esplosione, abbiano raccolto in automatico e per puro caso le immagini. Ma perché i russi filmano la strada?

Per avere le prove in caso di incidente. Sì, perché in un paese così grande, con strade spesso poco sicure e con tribunali che poco tutelano gli automobilisti nell’eventualità di danni, anche in presenza di testimoni oculari, sembra che montare un occhio vigile e obiettivo come quello di una telecamera sia il sistema più conveniente in assoluto, in particolare per garantirsi la copertura da parte delle assicurazioni.

“Da noi puoi salire in macchina e guidare senza pantaloni, ma non senza una videocamera” diceva proprio qualche giorno fa durante un’ intervista a Radio Free Europe Aleksei Dozorov, attivista per i diritti degli automobilisti. E questo non solo per garantirsi una tutela in caso di incidente reale, ma anche per difendersi dalle cosiddette frodi assicurative, strategie messe in atto da associazioni criminali che truffano i guidatori causando scontri automobilistici di lieve entità appositamente per guadagnare sui rimborsi.

La Russia è teatro di un altissimo numero di incidenti stradali. Gli ultimi dati del Organizzazione mondiale della la sanità, risalenti al 2010, parlano di quasi 25mila morti sulla strada, con una media di oltre 18,6 decessi ogni 100mila persone. Numeri inquietanti, se confrontati con quelli (dello stesso anno) riportati dagli Stati Uniti, con meno di 11,4 morti stradali su 100mila persone, e dall’ Italia, con 7,2 decessi.

Montare una videocamera con memoria flash sul cruscotto è sembrata dunque, già dal 2009, una soluzione low cost per il Ministero degli Interni, che ha incoraggiato attraverso la legislazione l’uso di queste apparecchiature, ormai divenute parte integrante di oltre un milione di vetture nell’intero Paese.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Wired – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

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