In pensione anticipata con Quota 102 poco meno di 17mila persone

12 Novembre 2021, di Alessandra Caparello

Poco meno di 17mila le persone che andranno in pensione con Quota 102 nel 2022, 16.800 per l’esattezza. Così si legge nelle stime contenute nella relazione tecnica del disegno di legge di bilancio che è stato inviato dal governo al Senato.

Quota 102: cosa prevede

Quota 102 sarà operativa soltanto nel prossimo anno con la legge di Bilancio 2022 e andrà a sostituire Quota 100 che scadrà naturalmente a fine anno. Senza una legge alternativa, a gennaio si creerebbe quello che viene definito uno “scalone” di 5 anni tra i lavoratori che possono andare in pensione. Persone con lo stesso numero di anni di contributi maturati p ma con una differenza di età minima, si ritroverebbero in posizioni molto differenti: chi ha maturato i requisiti previsti da “Quota 100” e ha compiuto 62 anni nel 2021 potrebbe andare in pensione nel 2022, mentre chi è più giovane anche solo di pochi mesi dovrebbe aspettare altri cinque anni per ottenere il pensionamento.

Da qui il governo Draghi ha pensato di introdurre una sorta di Quota 102, ossia un’ipotesi di pensionamento con 64 anni d’età e 38 di contributi, da tempo allo studio a via XX settembre. Secondo alcune stime tecniche anche di fonte sindacale, Quota 102 come riprende IlSole24Ore potrebbe complessivamente interessare non più di 50mila lavoratori e a beneficiarne sarebbe quindi chi non ha potuto utilizzare quota 100 perché non in possesso dell’anzianità contributiva necessaria. Ma quota 102 varrebbe solo per due anni.
Poi dal 2024 verrebbe introdotta una possibile quota 104, che significa pensione in anticipo con almeno 66 anni d’età e 38 di contributi.

Quota 102 e quota 100 a confronto

I maggiori beneficiari del provvedimento Quota 100 sono stati soprattutto lavoratori dipendenti i cui redditi risultano medio-alti rispetto alla media nazionale. Lo rivelano i dati di un’indagine Inps condotta su un campione di 70mila aventi diritto alla finestra di pensionamento anticipato voluta da Lega e Movimento 5 Stelle nel primo governo Conte.

Dal punto di vista delle categorie, Quota 100 è stata sfruttata, nell’ordine, dai dipendenti del settore pubblico (sono il 36,94% dei richiedenti, pur rappresentando solo il 13,8% dei lavoratori totali), dai dipendenti del settore privato (32,08%) e, a distanza, da artigiani e commercianti (15,86%).

In quanti hanno sfruttato quota 100 per andare in pensione? Pochi rispetto a quelli ipotizzati. Un Rapporto di Itinerari previdenziali presentato a febbraio scorso ha reso noto che sono state oltre 267.000 le persone andate in pensione con Quota 100 nel 2019-2020. Nel solo 2020 le persone uscite con l’anticipo pensionistico con un requisito contributivo minimo pari a 38 anni e un’età anagrafica di 62 anni, sono state 117.034, un numero inferiore a quelle andate a riposo con la pensione anticipata (176.924), ovvero dopo aver raggiunto 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi se donna) e aver atteso il periodo di finestra mobile.

In quanti invece sfrutteranno quota 102? I tecnici del ministero dell’Economia stimano che i nuovi requisiti per l’accesso alla pensione anticipata “produrranno” 16.800 nuove pensioni nel 2022, che poi saliranno a 23.500 nell’anno successivo, per poi scendere a 15.100 già nel 2024, a 5.500 nel 2025 e fermarsi a soli mille assegni nel 2026.

Secondo le stime dei Sindacati, invece, si tratta nell’immediato di circa 15mila potenziali beneficiari, a cui si aggiungono coloro che compiono 64 anni nel 2022 e che non erano finora rientrati nella Quota 100 per mancanza del requisito contributivo: in tutto sarebbero circa 34mila persone, ma escludendo chi aveva già diritto alla Quota 100 si scende a circa 8.500 possibili beneficiari.

In riferimento alle stime di spesa previste dal Ministero dell’Economia, si parlerebbe di circa 176 milioni di euro per il costo annuale di Quota 102. Nei prossimi quattro anni, tuttavia, la spesa pubblica per questa misura supererebbe 1,6 miliardi, incamerando tuttavia i minori oneri della Quota 100 dal 2024 (1,8 miliardi). Il picco dei costi sarebbe previsto per il 2023 (con 679,3 milioni), quando sarebbero stimate 23.500 uscite con pensione anticipata a 64 anni.

Opzione donna e Ape sociale 2022

Ma non solo Quota 102. Il capitolo previdenziale della legge di bilancio 2022 targata Mario Draghi conferma la proroga di un anno di Opzione donna con i requisiti attuali ossia almeno 35 anni di versamenti e 58 anni d’età che salgono a 59 per le lavoratrici autonome. Rifinanziato anche il Fondo per le uscite anticipate nelle piccole e medie imprese in crisi con 150 milioni nel 2022.