In Italia tassi sui mutui tra i più alti in Europa

5 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – I tassi sui mutui che vengono imposti dalle banche italiane sono tra i più alti in Europa. E’ quanto risulta da uno studio della Cgia, che sottolinea come i tassi di interesse dei mutui casa praticati dalle banche italiane rimangano superiori del 9% circa rispetto a quelli imposti dall’Eurozona. Soltanto i Paesi Bassi riportano tassi medi superiori al nostro.

La Cgia fa notare che il tasso medio relativo alle nuove operazioni di acquisto di abitazioni mediante la sottoscrizione di un mutuo da parte delle famiglie si è attestato in Italia al 2,20%, rispetto a una media nell’area euro del 2,02%. Anche se lo scarto si è ridotto, nel 2012 la differenza con il resto dell’Europa è stata del 20,7%. La percentuale poi è salita al 22,4% nel 2013, per scendere nel 2014 al 13,2%. A giugno di quest`anno, la differenza è calata ulteriormente, fino all’8,9%.

“Sebbene i tassi siano in calo – ha sottolineato Paolo Zabeo della Cgia – gli effetti positivi di questa tendenza li avvertiremo, molto probabilmente, solo verso la fine dell’anno. Purtroppo, la situazione del mercato delle nuove abitazioni rimane ancora molto difficile, con pesanti ricadute su tutto il comparto dell’edilizia. Segnali interessanti, invece, si registrano nei settori delle ristrutturazioni/risanamento conservativo che sono orientati ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Grazie alle detrazioni fiscali del 50 e del 65 per cento, la domanda di queste misure, soprattutto al Centro-Nord, resta molto elevata”.

Nell’analisi della Cgia si legge: Secondo gli ultimi dati presentati a giugno dall’Agenzia delle Entrate, la situazione del mercato immobiliare nel nostro paese rimane molto difficile. Gli ultimi dati disponibili ci dicono che rispetto allo stesso periodo del 2014, nel primo trimestre di quest’anno le compravendite del settore residenziale sono scese del 3 per cento, con una punta del -4,6 per cento nei Comuni capoluogo di provincia. A livello territoriale, invece, la situazione più pesante si avverte nel Centro: -7,3 per cento. Segue il Nord (-2,4 per cento) e poi il Mezzogiorno (- 0,8 per cento). Per quanto riguarda le compravendite riferite alle grandi città, solo Milano (+2 per cento), Napoli (+3,6 per cento) e Palermo (+11,2 per cento) hanno registrato una variazione positiva nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In tutte le altre metropoli, invece, si è verificata una contrazione: Bologna – 0,1 per cento, Firenze -1 per cento, Torino -9,5 per cento, Roma -11,4 per cento e Genova -18,9 per cento. (Lna)