In Grecia l’evasione fiscale si combatte con i droni

25 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

I droni usati per stanare gli evasori fiscali. L’idea arriva dalla Grecia, una delle mete preferite dai vacanzieri che prendono d’assalto ogni anno le isole del paese durante i mesi estivi.

Il turismo è un motore di crescita e entrate fiscali indispensabili per l’economia ellenica, che rappresenta circa un quinto del prodotto interno lordo greco. E proprio per reprimere un’evasione fiscale sfrenata nelle zone calde delle vacanze che gli ispettori del Ministero delle finanze, insieme alla Guardia costiera hanno lanciato il progetto dei droni su Santorini, l’isola molto popolare tra i turisti.

Scopo è verificare se gli operatori che offrono viaggi giornalieri brevi rilascino le dovute ricevute fiscali a tutti i loro passeggeri. Gli ispettori e la guardia costiera hanno così impiegato i droni sulle imbarcazioni nel tentativo di reprimere le condotte illegali. Secondo le autorità greche  finora sono state sorprese nove navi da turismo che non hanno rilasciato ricevute, con guadagni non dichiarati per un totale di 25 000 euro. Grazie ai dati provenienti dai droni, le autorità sono state in grado di stabilire quanti passeggeri erano a bordo, quindi hanno fatto un controllo incrociato con le ricevute dichiarate e le ispezioni in loco e sono arrivati a quella cifra.

“Abbiamo usato i droni per la prima volta su base sperimentale per monitorare il numero di turisti a bordo”.

Così un funzionario presso l’Autorità indipendente per le entrate pubbliche che ha aggiunto come i risultati sono stati eccellenti. Che sia di esempio per altri paesi?