Immobiliare Italia in ripresa. Ma i tempi dei grandi guadagni sono finiti

3 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Compravendite di immobili in crescita per il secondo anno consecutivo, mentre i prezzi frenano la caduta. In base ai dati resi noti dall’Agenzia delle Entrate, dopo la crescita +1,8% del 2015, le compravendite di case sono cresciute +4,7% nel 2015.

Gabriella Alemanno, vice direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha commentato i dati con queste parole:

“il rapporto ha una sua sostanza e affidabilità oggettiva perché i dati si riferiscono alle trascrizioni degli atti di compravendita registrati, quindi non sono desunti (…) Oggi c’è una maggiore attenzione all’acquisto della casa e al fatto che sono state introdotte nuove misure nella Legge di Stabilità come il leasing abitativo che è un altro volano nell’acquisto perché prevede una agevolazione fiscale piuttosto importante”.

Il direttore centrale dell’Agenzia delle entrate, Gianni Guerriri, ha fatto poi notare:

“La ripresa c’è nel mercato anche se nel settore non residenziale c’è una debolezza. Anche nel comparto della nuda proprietà l’incremento è modesto, mentre sul fronte dei mutui i nostri dati rilevano una crescita minore rispetto a quelli forniti dall’ABI e dalla Banca d’Italia perché noi guardiamo alle operazioni tipiche delle famiglie, quelle cioè di mutui erogati a fronte di una ipoteca iscritta alla stessa abitazione che si acquista e al netto delle surroghe. Bankitalia, che invece considera anche mutui ipotecari su altri immobili, registra un aumento più alto”.

Il segnale forse più importante è che nel 2015 i prezzi delle abitazioni hanno fermato la loro discesa. Dopo sette semestri di ininterrotta flessione, i prezzi delle case sono saliti +0,2%. E’ vero comunque che si è ben lontani dai tempi precedenti l’esplosione della Grande Crisi Finanziaria, quando molti italiani acquistavano un immobiler per rivenderlo pochi anni dopo, certi di incassare una elevata plusvalenza.

Il livello di scambi resta infatti dimezzato rispetto al 2006, che corrisponde all’anno di massima crescita.

“La ripresa c’è, ma è ancora debole”, ha commentato il direttore Gianni Guerrieri.

Complessivamente, l’anno scorso le compravendite immobiliare sono ammontate a quota 963.903, con un aumento su base annua del 4,7%, ovvero pari a +43.000 unità.

Il sostegno è arrivato in particolare dal settore residenziale, in cui si sono concluse 444.636 transazioni, +6,5% tendenziale.

Bene anche le pertinenze (+4,3%), mentre il comparto commerciale ha riportato una crescita più contenuta, pari a +1,9%.

Debolezza per il mercato degli immobili a destinazione terziaria e produttiva; in questo caso le compravendite sono scese rispettivamente -1,9% e -3,5%.

Il rialzo ha interessato soprattutto gli immobili che sono stati acquistati con mutuo ipotecario, con le compravendite che in questo caso sono salite nel 2015 al ritmo di crescita annua +19,5%, su un totale di circa 190mila unità, oltre 30.000 in più del 2014.

Aumento anche per le compravendite di nuda proprietà, pari a 21.485, in aumento dell’1,8%.

In calo la rata mensile iniziale media dei mutui che registra una flessione del 6,1% a 592 euro. Nel 2012 era a 720 euro.

In generale, la spinta è arrivata per l’appunto dal mercato residenziale. In primo piano Milano, dove le compravendite di immobili residenziali hanno segnato un balzo +23,6%; a Genova e Palermo aumenti +15% circa, oltre +10% a Firenze, mentre Roma ha assistito a un incremento di appena +4,5%.