Il Portogallo piazza bond privatamente. Chi compra?

7 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il Portogallo sta gestendo l’emissione di titoli di stato ma, per diversificare la base degli investitori, il processo avverra’ privatamente. Lo scrive Reuters citando il portavoce del ministro delle finanze di Lisbona: “Posso confermare che un’operazione sta avendo luogo ma non faremo commenti sull’acquirente”, ha riferito all’agenzia stampa.

Nessuna conferma dunque – scrive Reuters – che dietro simili manovre ci sia la Cina. Solo pochi giorni fa era arrivata la conferma da Pechino della volonta’ a volere comprare bond dell’Area Euro. Ma sui blog finanziari seguiti da strategist e trader a Wall Street si scommette che ci sia lo zampino di Goldman Sachs.

C’e’ chi anche fa notare che si tratta di un modus operandi rivoluzionario: cosi’ facendo il Portogallo non affronta la prova del mercato. Il 5 gennaio d’altra parte l’asta da 500 milioni di titoli di Stato a sei mesi e’ costata cara a Lisbona: la domanda degli investitori e’ stata pari a 2,6 volte l’offerta ma il rendimento e’ balzato al 3,686% dal 2,045% dell’asta di settembre. Solamente un anno fa il Portogallo pagava tassi pari allo 0,592%.

Si alza l’attenzione del mercato per le aste della settimana prossima. Oltre a quella portoghese, sono attesi i collocamenti di Spagna e Italia. In quest’ultimo caso, ecco i dettagli per l’appuntamento dell’11 gennaio:

Oggetto dell’emissione: Bot a 12 mesi

Scadenza: 16 gennaio 2012

Ammontare: 7 miliardi di euro

Rendimento alla precedente asta: 2.014%

“Con rendimenti in salita, sara’ interessante vedere l’appetito del mercato per le nuove emissioni”, ha dichiarato a Marketwatch David Buik, analista di BGC Partners.

Proprio oggi il capo economista di Citigroup, Willem Buiter, ha firmato un report in cui sostiene che “Ora che il governo irlandese ha raggiunto un accordo con Ue e Fmi sul pacchetto di aiuti finanziari e relativi condizioni, l’attenzione del mercato e’ sul Portogallo il cui debito e’ da noi considerato meno drammaticamente ma comunque insolvente, considerati gli attuali tassi di interesse e quelli di crescita”. Ecco perche’, prosegue Buiter, “crediamo che anche il Portogallo avra’ presto bisogno di accedere a EFSF/EFSM”.

La liquidita’ a disposizione dell’Ue e’ – secondo il capo economista di Citi – sufficiente per gestire un altro attacco speculativo. Tre le soluzioni possibili secondo Buiter: altra liquidita’ per almeno 2.000 miliardi di euro; ristrutturazione del debito non garantito, che chiama in causa banche che in molti casi vivacchiano a livello vegetativo tanto che “la crisi del debito sovranp nell’Area Euro sta per diventare anche crisi delle banche”; lasciare che i fallimenti si verifichino.