I vantaggi di investire nei fattori di rischio

21 Marzo 2016, di Daniele Chicca

GINEVRA (WSI) – Il contesto di tassi bassi attuale è complesso per gli investitori mondiaali e rende più spietata e rischiosa la caccia al rendimento. Per questo motivo investire nei fattori di rischio (Factor investing) può rivelarsi un approccio ricco di vantaggi. Si tratta di una strategia in cui i titoli vengono scelti in base alle caratteristiche specifiche di investimento associate con ritorni da investimento più alti, il cui obiettivo è quindi quello di fare meglio della performance di mercato.

Le strategie smart beta si propongono di garantire rendimenti interessanti rispetto a quelli degli indici generali ponderati per capitalizzazione, in particolare in un contesto volatile e con tassi bassi come quello attuale. Da inizio anno le Borse internazionali hanno subito gravi perdite per via delle notizie macro poco incoraggianti provenienti soprattutto dalla Cina e del calo progressivo del valore del petrolio. Nelle ultime cinque settimane è in atto una mini rimonta, che però non sembra destinata a durare visti i fondamentali.

In Europa e Stati Uniti si possono osservare congiunture economiche divergenti, mentre i mercati emergenti stanno accusando una frenata notevole. In un contesto del genere è più che mai fondamentale fare prova di una grande precisione nelle scelte di investimento e costituire un portafoglio che abbia criteri ben determinati e obiettivi precisi.

Gli investimenti “Factor” rispondono proprio a tutte queste caratteristiche. Quando si parla di questo tipo di strategie non si intende nulla di nuovo in realtà. Da decenni i fattori di rischio, che si possono dividere in due categorie principali, influenzano l’evoluzione dei valori dei beni in portafoglio.

Da un lato si possono citare gli elementi che comportano rischi che è impossibile eliminare diversificando, come influenze macro, inflazione, tasso reale, liquidità; dall’altro invece ci sono quegli stili di investimento che cercano un rendimento supplementare a lungo termine (valore, momentum, qualità, dimensione e bassa volatilità).

Ora che con le nuove tecnologie è più semplice e veloce ottenere giudizi sulle principali caratteristiche che determinano un valore finanziario di una azienda, è anche possibile ottenere dei criteri di paragone molto più precisi rispetto a qualche anno fa.

“La ricerca accademica ha dimostrato che questi fattori possono contribuire a migliorare la redditività del mercato, vale a dire che questi indici possono produrre risultati migliori rispetto agli indici ponderati per capitalizzazione mediante l’applicazione  di fattori come valutazioni, la dimensione della società, volatilità o momentum“, come spiegato a Reuters da Detlef Glow, responsabile delle analisi EMEA di Lipper.

È tuttavia di importanza capitale sapere quando investire, prendendo in considerazione i cicli economici vari. Tenere conto del “valore”, per esempio, paga soprattutto in fasi di inizio ripresa, mentre il “momentum” ha un valore aggiunto anche in caso di fasi di correzione provvisorie o in fase di ulteriore crescita e slancio economici.

Il vantaggio dei fattori di rischio è che consentono di pilotare in modo più efficace gli investimenti lungo le diverse fasi congiunturali. Con l’evoluzione progressiva delle tecnologie, poi, l’interesse per il Factor Investing non è che destinato a crescere.

Fonte: Le Temps