I grafici che tengono Draghi sveglio la notte

27 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La disoccupazione giovanile e’ giustamente al centro delle preoccupazioni delle autorita’ europee, ma c’e’ un altro punto problematico che va assolutamente affrontato se si vuole uscire indenni dalla crisi del debito: la carenza di liquidita’ nel sistema bancario di Spagna e Italia.

Come sottolinea in una nota BNP Paribas, gli ultimi dati sui prestiti a rischio pignoramento hanno alimentato il dibattito sullo stato di salute del settore finanziario delle economie periferiche dell’Eurozona e sulle implicazioni che questo avra’ sull’offerta di credito e sulle prospettive di crescita del blocco a 17.

Quel che e’ peggio e’ che i tassi sui nuovi prestiti per le imprese spagnole e italiani sono diventati quasi il doppio di quelli che si trovano in Germania e Francia.

I problemi delle banche iberiche non rappresentano una novita’. Ma il rialzo dei tassi di interesse sui titoli pubblici e i declassamenti dei rating del debito sovrano hanno fatto aumentare il costo del denaro, mentre la contrazione del Pil ha provocato un peggioramento della qualita’ del credito.

Come se non bastasse, per rigirare il coltello nella piaga, il Financial Times riferisce che le banche spagnole avranno bisogno di mettere da parte come riserve finanziarie, 10 miliardi di euro in piu’ se vorranno coprire il rinnovo di 200 miliardi di euro di prestiti della categoria “extend and pretend”, come la chiamano gli scettici in Usa.
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Si tratta di una tecnica speciale per gestire i contratti stipulati dalle banche con i debitori che fanno fatica restituire i soldi avuti in prestito alla data prevista. L’idea di base e’ molto semplice: concedere loro piu’ tempo, sperando che le cose migliorino. La pratica, diventata molto comune nel settore immobiliare commerciale, dove durante gli anni del boom i piu’ ottimisti si sono indebitati per decine di miliardi di dollari, comporta diversi rischi.

L’unica carta che Draghi puo’ giocare al momento e’ quella del rilancio del mercato dei titoli cartolraizzati ABS, obbligazione negoziabile o trasferibile garantita dagli attivi sottostanti. Implementare il piano, come ha suggerito peraltro lo stesso banchiere romano durante l’ultima conferenza stampa dell’istituto di Francoforte, potrebbe rilevarsi una strategia piena di insidie.