I furti di password sono aumentati del 45% in soli sei mesi

11 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

I furti di password sono sempre più frequenti, ha affermato la società di sicurezza informatica Kaspersky al termine di un’analisi compresa fra gennaio e settembre 2020-21. Per infiltrarsi nelle informazioni di accesso i cyber criminali utilizzano particolari malware noti come Trojan-PSW. Le vittime di questi virus, a settembre, sono state 160mila in più rispetto ad aprile, con incremento del 45% in soli sei mesi, ha affermato la società.

Le password sono ormai una componente quotidiana della vita digitale e “riciclarne” una sola, con alcune variazioni, incrementa di molto i rischi collegati ai furti. Ma ad aumentare non sono solo le vittime degli “stealer” (ossia dei ladri), ma anche i soggetti che hanno subito i tentativi di infezione: nei soli tre mesi che vanno da luglio a settembre la crescita è stata del 30%.

“Come dimostrano le statistiche, credenziali d’accesso, password, dettagli di pagamento e altre informazioni personali continuano ad essere oggetto di interesse da parte dei criminali informatici. Per questo motivo, incoraggiamo gli utenti a prendere alcune precauzioni per proteggere i loro account. Ad esempio si può utilizzare l’autenticazione a più fattori. Dato l’aumento dell’attività dei truffatori che utilizzano password stealer, si consiglia di non cliccare su link non sicuri e di utilizzare una soluzione di sicurezza aggiornata” ha commentato Denis Parinov, security expert di Kaspersky.

Per mettere al riparo le proprie password, Kaspersky suggerisce di:

  • Mantenere costantemente aggiornati i software su tutti i propri dispositivi, per impedire ai criminali informatici di infiltrarsi nella rete sfruttando le vulnerabilità.
  • Utilizzare password complesse e l’autenticazione a due fattori per accedere ai servizi aziendali e ai propri account.
  • Non pubblicare online informazioni personali che potrebbero rivelare la propria identità, come indirizzo, numero di telefono personale, indirizzo email, etc. Prima di condividere qualsiasi contenuto, considerare le possibili conseguenze indesiderate, e non condividere nulla che potrebbe compromettere la propria privacy o quella di qualcun altro.