Huawei: l’elenco delle aziende Usa pronte a chiudere le collaborazioni

24 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Donald Trump non ha escluso che Huawei possa essere inclusa in un ipotetico accordo commerciale con la Cina.

Huawei è qualcosa di molto pericoloso quando si guarda a quello che hanno fatto dal punto di vista della sicurezza, da un punto di vista militare. Molto pericoloso. Ma è possibile che Huawei sia incluso in un’intesa commerciale. Se abbiamo un’intesa, vedo Huawei incluso in un modo o nell’altro. Così ieri dalla Casa Bianca il presidente americano annunciando un nuovo piano di aiuti da 16 miliardi di dollari a favore degli agricoltori americani colpiti dalle tensioni commerciali. Ma nella guerra tra le due super potenze gli smartphone di Huawei sono una goccia nel mare. Se la giapponese Panasonic prima ha affermato la volontà di sospendere la fornitura di componenti a Huawei in seguito al bando USA, poi ha fatto rapidamente marcia indietro, sostenendo che considera Huawei un partner importante, così non è per numerose aziende statunitensi.

Donald Trump ha vietato alle aziende americane di avere rapporti commerciali con le aziende della lista “nera”, la ‘Entity List’, se non con un permesso speciale. Google è stata la prima a mettere in pratica questo divieto, ma l’elenco è enorme.

Anche altre aziende Usa produttrici di chip e microchip – da Intel a Qualcomm, da Xilinx a Broadcom passando per Microsoft che non potrà più concedere la licenza Windows per i Matebook fino alla Corning che fornisce i vetri Gorilla Glass– si sono adeguate alla linea dettata dall’amministrazione statunitense. Secondo l’analisi di Greg Kuhnert, portfolio manager dell’All China Equity Fund di Investec AM, date le dimensioni e il ruolo importante di Huawei nelle catene di approvvigionamento globali, le conseguenze delle mosse statunitensi contro l’azienda cinese potrebbero essere rilevanti, soprattutto se la controversia dovesse aggravarsi.

Huawei utilizza quasi il 10% della produzione mondiale di semiconduttori ed è un leader mondiale negli smartphone e nelle apparecchiature di telecomunicazione. La società ha recentemente superato Apple diventando il secondo produttore mondiale di smartphone. Ha un fatturato di oltre 100 miliardi di dollari e dà lavoro a circa 200.000 persone (…) Le aziende tecnologiche statunitensi e cinesi sono profondamente legate tra loro nelle catene di approvvigionamento globali. Un semiconduttore progettato in California potrebbe essere fabbricato a Taiwan, testato e confezionato nel sud-est asiatico, inserito in un prodotto fabbricato in Cina da una società statunitense e successivamente esportato negli Stati Uniti. Inoltre, Stati Uniti e Cina dipendono l’uno dall’altro come fonte di domanda”.