Prosegue la fuga dagli hedge fund, mentre le performance deludono

17 Ottobre 2019, di Alberto Battaglia

Gli hedge fund hanno subito un ulteriore colpo nel mese di settembre, con rendimenti sottotono rispetto alla media del mercato e ulteriori rimborsi netti da parte di una clientela che si conferma sempre più diffidente rispetto al valore aggiunto apportato da questi fondi non convenzionali.

Durante lo scorso mese i deflussi sono stati pari a 6,2 miliardi di dollari, secondo le stime preliminari, un dato che porterebbe i rimborsi netti da inizio anno a quota 120,8 miliardi di dollari. Deflussi particolarmente pesanti hanno colpito gli hedge fund domiciliati ad Hong Kong, che da inizio anno si sono visti sfuggire 300 milioni di dollari.

Parallelamente la performance media degli hedge fund a settembre è stata negativa dello 0,30% (dati Eurekahedge), mentre la performance globale tracciata dal MSCI ACWI index è stata positiva del 2,04%. E allargando lo sguardo ai primi mesi dell’anno le cose non migliorano.
Mentre l’Eurekahedge Hedge Fund Index (che traccia le performance di 2430 fondi hedge) ha segnato un +5,70% lo S&P 500 nello stesso periodo ha messo a segno un 20,55%.

 

Negli ultimi nove anni, nel periodo che ha seguito la grande crisi finanziaria, i risultati portati a casa dalla media degli hedge fund non ha mai battuto, nemmeno per un anno, l’indice S&P 500, come è possibile osservare dal grafico in basso.

Il celebre investitore Warren Buffett non sarebbe stupito di questo risultato, avendo scommesso 500mila dollari, nel 2007, che un index fund avrebbe potuto battere un paniere di hedge funds nell’arco di 10 anni. Per Buffett le elevate fees degli hedge fund, infatti non si possono giustificare sulla base dei risultati ottenuti.

L’oracolo di Omaha aveva dichiarato: “Se vai da un dentista, se assumi un idraulico, in tutte le professioni, c’è un valore aggiunto da parte dei professionisti come gruppo rispetto a fare da soli o semplicemente a scegliere persone a caso… Nel mondo degli investimenti non è vero. Il gruppo attivo, i professionisti aggregati, non fanno meglio dell’aggregato delle persone che stanno semplicemente in attesa”.

 

La buona notizia per chi investe è che, per chi ha tempo e un piano a lungo termine, non servono abilità finanziarie fuori dal comune per ottenere risultati.