Guerra dazi: Trump indietreggia con la Cina, si prepara a colpire Europa

23 Maggio 2018, di Mariangela Tessa

Tutto da rifare, o quasi, nei negoziati sulle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. L’ipotesi di una pace che si era intravista nei giorni scorsi, sembra ora svanire sotto i colpi delle ultime dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ieri ha confermato di non essere  contento delle trattative commerciali con la Cina e che le discussioni avute tra i due Paese sono solo “un inizio”.

Due giorni fa, le due potenze economiche avevano deciso di sospendere i dazi con cui si erano minacciate a vicenda mentre i negoziati continuano. Anche il caso del colosso cinese delle tlc ZTE sembra tutt’altro che arichiviato. Un accordo tra Usa e Cina ancora “nonè  stato raggiunto” su ZTE, che potrebbe subire una multa Usa “di oltre un miliardo di dollari”, magari “fino a 1,3 miliardi” ha detto Trump nel corso del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente sudcoreano Moon Jae-in.

Il gruppo tecnologico cinese è stato messo in ginocchio dalla decisione presa il mese scorso da Washington di impedire alle aziende americane di fornire componentistica essenziale per la sua sopravvivenza. ZTE è stato accusato di avere violato sanzioni Usa riguardanti la Corea del Nord e l’Iran.

In un tweet, il 13 maggio scorso il leader Usa aveva detto che avrebbe lavorato con Xi per rimettere in sesto ZTE “velocemente” compiendo una inversione a U. Questo significa che l’amministrazione Trump è disposta probabilmente a rimuovere il divieto per le aziende Usa di vendere a ZTE software e componenti ma non esclude una multa pesante per il gruppo cinese. Secondo il leader Usa, ZTE deve cambiare leadership e deve comprare più prodotti Usa.

Ma nel mirino delle politiche protezionistiche di Trump c’è anche l’Europa. Secondo prime indiscrizioni, l’inquilino della Casa Bianca vorrebbe tagliare di circa il 10% le esportazioni di alluminio e di acciaio Ue verso gli Usa. Sarebbe questo il piano del presidente americano Donald Trump, che conferma lo scetticismo espresso ieri da Cecilia Malstroem: la commissaria al Commercio aveva spiegato che a Washington potrebbero non bastare le proposte fatte da Bruxelles per essere esonerata in modo permanente dai dazi sui metalli (scattati il 23 marzo scorso per la gran parte delle nazioni incluse Cina e Giappone). C’è tempo per negoziare fino al primo giugno ma “ci sono segnali dagli Usa che l’esenzione non sarà prolungata” come successe all’ultimo minuto prima della scadenza del primo maggio scorso.