Guerra contanti: anche i ricchi mettono risparmi sotto il materasso

4 Aprile 2017, di Daniele Chicca

In Giappone i cittadini più benestanti che non vogliono sottostare ai controlli delle autorità fiscali, stanno parcheggiando i loro soldi in cassette di sicurezza e altri strumenti alternativi ai conti bancari. Anche se un ricco risparmiatore non ha alcuna intenzione di evadere il fisco, in molti casi vuole difendere il suo diritto alla privacy, secondo quanto riferito a Nikkei Asian Review da un commercialista.

Un numero sempre più alto di risparmiatori, anche ricconi, in Giappone evitano i depositi in Banca, che sono facilmente rintracciabili e le cui informazione possono essere, come in Italia, condivise con il Fisco su richiesta. Chi invece ha optato per le cassette di sicurezza, sta ricevendo richieste di informazioni sulla mole dei beni messi al sicuro. Si parla di cassette di sicurezza che possono contenere ciascuna asset e liquidità del valore di 100-200 milioni di yen.

Con l’introduzione del sistema del codice fiscale e del numero di sicurezza sociale, la domanda per le cassette di sicurezza sta crescendo gradualmente, perché i giapponesi hanno paura che i propri asset e i risparmi di una vita vengano esaminati, così come le loro attività, secondo quanto riferito a Nikkei da uno dei rappresentanti di uno dei gruppi che producono cassette di sicurezza in Giappone, Nihon ISK.

Per evitare che le banconote vengano utilizzate per pagare tangenti o per il riciclaggio di denaro sporco da parte di organizzazioni criminali, alcuni paesi hanno già lanciato una guerra ai contanti a tutto campo. L’India è l’esempio più lampante. Il paese ha messo al bando i tagli di banconote più alti a novembre, un’iniziativa che ha creato il caos.

Con la stessa scusa, la Bce ha già deciso di ridurre la produzione ed emissione delle banconote da 500 euro. In prospettiva di una guerra ai contanti, di un incremento delle tasse e di un rialzo dei tassi di interesse e quindi delle commissioni da pagare in banca, i cittadini stanno cercando soluzioni alternative ai conti deposito per parcheggiare i loro risparmi.

Hideo Kumano, chief economist di Dai-ichi Life Research Institute, riferisce a Nikkei che i più ricchi e non solo i piccoli risparmiatori stanno mettendo grandi somme di denaro sotto il materasso o in cassette di sicurezze per via della sensazione di insicurezza sul proprio futuro e quello dei propri risparmi.

“La gente è preoccupata, ha paura che le tasse possano salire e che le autorità possano aumentare i controlli senza preavviso”. Finché questi timori resteranno vivi nelle menti dei cittadini giapponesi, il governo non riuscirà a trovare una soluzione per evitare che i più benestanti cerchino soluzioni per proteggere i propri asset, tra cui quella di depositarli all’estero e in conti offshore.