Gross: “arterie capitalismo ostruite, tutti i mercati a rischio”

13 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Le arterie del capitalismo sono ormai ostruite e tutti i mercati finanziari, nessuno escluso, sono a rischio. Lo sostiene Bill Gross, il leggendario investitore, confondatore ed ex Ceo di PIMCO, che nel suo ultimo report mensile sugli investimenti ha lanciato l’ennesimo avvertimento sui prezzi azionari sopravvalutati.

Nel rapporto di giugno di Janus Henderson Global Investors, Gross ha avvisato gli investitori di non farsi fregare dalle “illusioni di mercato” che sono state create ad hoc dalle politiche accomodanti delle banche centrali”. I mercati finanziari sono saliti di valore, mentre la crescita dell’economia reale mondiale rimaneva e rimane sottotono, secondo il gestore.

Il futuro dei prezzi di Borsa e dei Bond si deciderà insomma con le prossime mosse delle banche centrali: anche per questo motivo assume grande importanza la riunione di politica monetaria della Federal Reserve che si è aperta oggi e si chiude domani con l’attesa decisione sui tassi di interesse.

La disparità tra prezzi virtuali di Borsa e condizioni economiche reali rappresenta un pericolo e significa, sempre secondo Gross, che “tutti i mercati sono sempre di più a rischio” di capitolare.

Le banche centrali di tutto il mondo hanno mantenuto i tassi nei pressi o sotto lo zero e acquistato migliaia di miliardi di dollari di asset per rilanciare le attività creditizie ed economiche dopo la recessione più grave dagli Anni 30. Tuttavia molti analisti sono preoccupati per il fatto che i tassi così bassi hanno spinto i valori di Borsa su livelli insostenibili, drogando i mercati e creando l’illusione di guadagni facili.

Dopo una frenata al +2,4% nel 2016, nonostante le misure ultra accomodanti e droghe monetarie varie, la Banca Mondiale stima una crescita inferiore al 3% fino ad almeno il 2019. Per rilanciare l’economia le banche centrali hanno più volte esortato i governi a fare la loro parte, apportando le riforme strutturali necessarie e aumentando gli investimenti diretti nell’economia.

In un contesto del genere Gross sostiene che le “strategie che prevedono una riduzione dei rischi dovrebbero portare maggiori frutti sui mercati rispetto alle scommesse sugli attivi inflazionati dalle misure delle banche centrali”.

La differenza tra l’opinione degli ottuagenari gestori Jack Bogle di Vanguard e Ron Baron, Ceo di Baron Capital, sembra abissale ma si basa sugli stessi due fattori principali: manovre delle banche centrali e prospettive economiche. Gross stima che l’economia continuerà a essere debole, mentre gli altri due sono convinti che continuerà a espandersi.