Grecia: è scattata l’ora X

23 Dicembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Solo 168 parlamentari greci hanno votato a favore dell’elezione a presidente per Stavros Dimas.

Molti meno dei 200 di cui aveva bisogno nel secondo voto in Parlamento, ma anche sensibilmente meno dei 180 che saranno necessari nel terzo tentativo il 29 dicembre.

A questo punto, le elezioni anticipate diventano una prospettiva più probabile.

Secondo il conteggio ufficiale dei voti, 168 parlamentari hanno pronunciato il nome dell’ex commissario europeo nell’appello nominale. In 131 si sono accontetai di rispondere “presente”, dando di fatto un voto negativo. Un deputato era assente.

Nonostante le attività lobbyste del premier Samaras, rispetto al voto di mercoledì scorso, Dimas ha guadagnato solo otto voti.

Il voto per eleggere il presidente della Repubblica greca potrebbe decidere non solo le sorti del paese ma dell’intera area euro. In vista del terzo voto di lunedì prossimo era molto importante conoscere la performance in termini di voto.

I mercati finanziari attendono con impazienza l’appuntamento di lunedì prossiumo e gli investitori preferiscono non prendere troppi rischi, predilegendo anzi chiudere posizioni in vista della fine dell’anno.

Anche se si sapeva che i 200 consensi in Parlamento difficilmente sarebbero stati raggiunti oggi, è emerso un dato importante: le promesse di Samaras hanno permesso al candidato del governo di guadagnare pochi consensi tra gli indipendenti pro Unione Europea.

Il numero di voti ottenuti offre un’idea delle possibilità concrete di raggiungere i 180 consensi necessari nel voto finale del 29 dicembre. Alla prima tornata Stavros Dimas aveva ricevuto 160 consensi, oggi 168.

Con un nulla di fatto lunedì si andrà alle elezioni anticipate a inizio anno, evento che potrebbe voler dire vittoria del partito anti austerity Syriza.

Se eletta, la fazione di sinistra ha promesso che rinegozierà il debito pubblico ellenico e cancellerà tutte le misure di rigore messe in piedi dal governo in cambio degli aiuti internazionali ottenuti dai creditori internazionali della Troika (Bce, Commissione Ue e FMI).

Gli analisti politici prevedevano che oggi il governo non ce l’avrebbe fatta a far salire alla presidenza Stavros Dimas, il candidato della coalizione di governo.

Samaras ha promesso alle fazioni indipendenti pro-UE che verranno indette in ogni caso elezioni anticipate alla fine del 2015, se Dimas verrà eletto. Anche con l’aiuto degli indipendenti che hanno cambiato idea negli ultimi giorni, il premier è sempre molto lontano dai 180 voti, il minimo necessario al terzo scrutinio.

(DaC)