Grecia, violenze mentre Ue minaccia: fuori da Schengen

12 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Nel giorno in cui la Grecia è tornata ufficialmente in recessione, Atene è scossa da nuove violenze tra le forze dell’ordine e diversi agricoltori che hanno deciso di manifestare di fronte al ministero dell’Agricoltura contro le misure di austerity che il governo Tsipras è costretto ad adottare per soddisfare la troika. Ma la giornata porta con sé un altro schiaffo ad Atene: l’Ue ha dato infatti al paese tre mesi di tempo per per superare le “gravi mancanze” nella gestione della crisi dei migranti.

Lo ha deciso l’Ecofin, approvando la proposta della Commissione, con il consiglio che ha affermato che:

il funzionamento dello spazio Schengen è in grave pericolo e le difficoltà in cui si sta imbattendo la Grecia stanno danneggiando l’Ue nel suo insieme e devono essere risolte in modo collettivo”.

Si tratta di un vero e proprio ultimatum, dal momento che se la Grecia non sarà capace di fornire risposte sufficienti rischierà di essere sbattuta fuori dall’accordo di Schengen. In particolare, se Atene non risolverà il problema entro la metà di maggio, l’Ue potrà consentire agli altri paesi membri di ripristinare i controlli di confine all’interno dell’area di Schengen, compresi quelli al confine greco: e non per sei mesi, ma per un periodo che potrebbe durare ben due anni.

Nel frattempo Atene è teatro di guerra. Basta con l’austerity, chiedono gli agricoltori grec. D’altronde per l’ennesima volta è arrivata la prova di come le misure di lacrime e sangue imposte alla Grecia dalla troika stiano di nuovo affossando l’economia del paese.

Oggi l’Eurostat ha reso noto che negli ultimi tre mesi del 2015 il Pil della Grecia è sceso -0,6%, dopo la contrazione -1,4% del terzo trimestre.

La Grecia torna dunque ufficialmente in una condizione di recessione tecnica, con il Pil che si è contratto per due trimestri consecutivi. Da diverso tempo le aziende greche avevano lanciato un appello contro i controlli sui capitali, che stanno provocando seri danni.

La corrispondente del Guardian per la Grecia riporta i momenti di tensione in corso nella capitale, descrivendo l’area in prossimità del Ministero dell’Agricoltura una zona di guerra. Un contadino intervistato dal quotidiano britannico, Manolis Gazakis, afferma:

“Abbiamo detto che sarebbe stata guerra e lo dicevamo sul serio. Il governo deve scegliere tra noi e loro. Non ci arrendiamo di fronte a misure che metterebbero a repentaglio la nostra sopravvivenza. Soltanto le tasse che stanno proponendo ci ucciderebbero”.