Grecia: Tspiras taglia le tasse, anche per le aziende

10 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

A meno di un mese dall’uscita di scena della Troika da Atene con l’ultimo pacchetto di aiuti, il terzo per la precisione, arrivato a conclusione il 20 agosto scorso, il premier Alexis Tsipras ha annunciato una serie di tagli fiscali per far risorgere il paese dalle ceneri dell’austerity.

In verità non si tratta della fine della crisi visto che le finanze elleniche saranno sempre sotto osservazione e come ha riportato tempo fa il Financial Times, in cambio Atene dovrà perseguire una media di avanzi primari di bilancio del 2,2% del Pil fino al 2060 (e 3,5% fino al 2022). Certo è che il premier greco appare ottimista annunciando l’impegno del suo governo a ridurre gradualmente l’imposta sulle società dal 29% al 25% a partire dal prossimo anno, insieme ad un taglio dell’IVA dal 2021 e un taglio tra il 30% e il 50% dell’imposta sugli immobili.

Tsipras, parlando durante un convegno a Salonicco, ha anche confermato l’impegno di mantenere un‘eccedenza di bilancio primaria pari al 3,5% del PIL che potrebbe essere raggiunto senza ulteriori tagli pensionistici – misure che dovrebbero essere attuate nel 2019. Spazio anche ai lavoratori, con il ripristino dei diritti quali aumenti del salario minimo e tagli per i versamenti previdenziali dei lavoratori autonomi.

Il premier ha anche indicato i tre pilastri dell’azione governativa in questa nuova era: crescita equa, stato sociale e occupazione. Intanto alcuni dati positivi ci sono: l’export ellenico cresce a ritmi del 5% annuo, ma entro il 2019 si prevede che anche la domanda interna salga del 2,9%, così come la spesa pubblica, destinata ad espandersi dopo i tagli sanguinosi degli ultimi anni.