Grecia, per Btp “gravi tensioni destabilizzanti”

26 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Loro malgrado gli investitori devono riconcentrarsi sulla crisi greca, in particolare dopo che il governo ha ammesso che senza aiuti esterni non avrà i soldi per ripagare il Fondo Monetario Internazionale a giugno. Le ripercussioni sui bond dell’area euro non saranno più limitate questa settimana: le tensioni stanno crescendo e rischiano di provocare smottamenti importanti anche sui titoli italiani.

Da tutte le parti del mondo Occidentale arrivano allarmi a riguardo, che citano il pericolo inasprirsi delle tensioni tra creditori internazionali e autorità elleniche.

Secondo Ignazio Visco, numero uno di Bankitalia, il riacutizzarsi della crisi greca “ha avuto ripercussioni finora limitate” sui titoli di Stato dell’area euro, ma il prolungarsi di incertezza e trattative alimenta “tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti”.

Alle preoccupanti considerazioni finali di Visco fatte all’assemblea annuale dell’istituto centrale italiano, fanno eco le crude analisi di Unicredit e Cassa Lombarda.

Secondo la seconda banca d’Italia per capitalizzazione, mantenere Atene nell’area euro a tutti i costi potrebbe avere conseguenze più gravi per l’Eurozona di una Grexit.

Sui mercati nel valutario l’euro ha toccato i minimi di un mese nei confronti del dollaro. La moneta unica ha perso più di mezzo punto percentuale stamattina contro il biglietto verde, attestandosi a $1,0909, il livello più basso da aprile.

In ambito di reddito fisso, lo Spread tra i tassi decennali dei Btp e gli interessi a omologa scadenza sul Bund è salito sopra i 145 punti base ieri e per Cassa Lonbarda sarà difficile assistere a un restringimento dei differenziali di credito in una settimana che si preannuncia decisiva per il futuro della Grecia e dell’intero blocco a 19 della moneta unica.

“Le emissioni nette di bond governativi dell’Eurozona, tra giugno e luglio ritorneranno ampiamente negative, tenuto conto degli acquisti della Bce e questo dovrebbe impedire, peraltro, un brusco rialzo dei tassi”, scrive il Responsabile Advisory Alberto Biolzi.

La debolezza colpisce anche i diretti interessati, ovvero i bond greci, con i tassi che salgono entrando in zona pericolo. Nella City si dà la colpa al ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, che ieri ha puntato il dito contro i creditori della Grecia, accusandoli per il mancato progresso nelle trattative. In un nuovo post del suo blog, Varoufakis ha sottolineato che le banche continuano a insistere su misure di austerity ancora più pesanti, dopo quelle adottate da Atene negli ultimi cinque anni.

“Il problema è semplice: i creditori greci insistono sull’imporre maggiore austerity, sia per quest’anno che per quello prossimo – ha scritto – un approccio che ostacolerebbe la ripresa, ostruirebbe la crescita, peggiorerebbe il ciclo debito-deflazione e, alla fine, eroderebbe la volontà e la capacità dei greci di capire l’agenda di riforme di cui il paese ha disperatamente bisogno. Il nuovo governo non può e non accetterà una cura che si è dimostrata in quei lunghi cinque anni peggiore del male”.

I tassi sui bond a due anni sono balzati di 196 punti base, o quasi del 2%, al 24,94%, mostrando un elevato rischio di default. I rendimenti decennali sono saliti di 46 punti base, fino all’11,83%. [ARTICLEIMAGE]

(DaC-Lna)