Grecia paralizzata: sciopero nazionale contro l’austerity

6 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

ATENE (WSI) – Inizia un venerdì di passione in Grecia per via dei sindacati che hanno indetto uno sciopero di 3 giorni in segno di protesta contro il nuovo pacchetto di misure di austerity annunciate dal governo per assecondare i creditori internazionali al rilascio del nuovo di salvataggio di Atene.

La Grecia necessita dei fondi del piano per pagare i prestiti e gli arretrati, e per questo il governo guidato da Tsipras, eletto come paladino dell’anti-austerità, ha intavolato un piano di riforme fiscali e previdenziali che peserà ancora di più su un popolo già segnato da anni di crisi. Il piano prevede l’aumento dei contributi previdenziali insieme all’aumento dell’imposta sul reddito per quelli alti e dall’alta l’introduzione di una nuova pensione nazionale minima.

A proclamare tre giorni di sciopero generale tutti i sindacati greci, sia del settore pubblico che di quello privato, tra cui la Confederazione generale degli impiegati del settore privato (Gsee) e la Federazione unica degli impiegati del settore pubblico (Aded). A essere paralizzate tutte le attività statali, servizi comunali, trasporti, traghetti (che saranno interrotti per quattro giorni, uno in più rispetto agli atri servizi), fino anche alla raccolta dei rifiuti.

“Le riforme fiscali e previdenziali del governo sono l’ultimo chiodo messo sulla bara per lavoratori e pensionati che hanno già fatto abbastanza sacrifici in 6 anni di austerità” – così commenta un funzionario del sindacato GSEE.

“Stanno cercando di dimostrare all’Eurogruppo di essere dei bravi studenti, ma stanno distruggendo il sistema di sicurezza sociale della Grecia”.

Il riferimento del funzionario della GSEE è alla riunioni dei ministri delle finanze dell’eurozona prevista per lunedì prossimo. Tutto questo mentre Atene spera di “convincere” i creditori internazionali ad approvare il nuovo piano di salvataggio, dopo che una tranche di circa 5 miliardi di euro è rimasta in sospeso dopo che i colloqui si sono interrotti in vista delle riforme greche.

Sempre più in bilico il premier Alexis Tsipras, che conta oggi su una maggioranza risicata in Parlamento, circa 153 su 300 deputati, eletto grazie proprio al suo impegno anti austerity ma poi “costretto” a firmare un terzo piano di salvataggio internazionale.