Grecia: la troika pretende nuove misure di austerita’

19 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La troika, formata da Ue, Bce e Fmi, chiede alla Grecia di accelerare le misure di austerita’ in cantiere, se vorra’ vedersi rilasciare la nuova tranche di prestiti da 8 miliardi di euro.

Tra le misure che Atene dovra’ implementare in fretta c’e’ il congelamento degli stipendi e delle pensioni del pubblico impiego, tagli alla spesa sanitaria, l’aumento delle tasse sul gasolio da riscaldamento e un’accelerazione delle privatizzazioni .

Il ministro greco delle Finanze Evangelos Venizelos fara’ il punto oggi ”verso le 12 (Gmt)” (le 14 in Italia) nel corso di una teleconferenza con la troika che rappresenta i creditori del Paese (zona euro e Fmi) sulle misure da prendere perche’ la Grecia mantenga i propri obiettivi di bilancio. Lo si apprende da fonti vicine al Ministero.

Dopo la teleconferenza e’ prevista una riunione interministeriale per ”precisare concretamente le decisioni” che saranno prese, aveva spiegato gia’ ieri Venizelos. Eurolandia e il Fondo monetario hanno detto che la decisione della troika sul versamento della prossima tranche di prestiti internazionali da 8 miliardi di euro dipende dal rispetto da parte della Grecia dei propri impegni di rigore.

Molto dipendera’ anche dalla Germania, il cui parlamento, a fine mese, deve votare sull’aumento del fondo salva-Stati e l’ulteriore tranche di aiuti alla Grecia: il risultato e’ tutt’altro che scontato.

Secondo l’Economist, nell’articolo di copertina di questa settimana, in cui il settimanale finanziario presenta una ricetta per salvare l’euro, i leader europei hanno negato più volte che la Grecia sia insolvente, cosa che invece dovrebbe essere chiara. Inoltre l’Eurogruppo non e’ sembrato ne’ pronto ne’ unito nel sostenere le iniziali, arginabili difficoltà di economie molto, molto maggiori come la Spagna e l’Italia.

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(Reuters) – I creditori internazionali della Grecia hanno presentato una lista di 15 misure da implementare al più presto, come condizione necessaria per il versamento della prossima tranche di prestiti, secondo quanto riportano i media del Paese.

La Grecia deve iniziare a ridurre i lavoratori pubblici, tagliare o congelare i salari dei dipendenti statali, aumentare la tassa sui carburanti da riscaldamento, eliminare gli enti pubblici in perdita e la spesa sanitaria, implementare le privatizzazioni.

Tutte queste misure sono già parte di un programma di bilancio di medio termine, che il governo greco ha approvato a giugno per assicurarsi un ulteriore finanziamento da parte dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale, evitando il default.

Il governo ha tempo fino a oggi per rendere noti quali passi intende compiere per venire incontro alle richieste di Fmi e Unione europea, secondo quanto riferito dal sito finanziario To Vima che cita una e-mail interna al ministero delle Finanze.

Ieri il primo ministro greco Papandreou ha annullato una visita negli Stati Uniti per presiedere un consiglio dei ministri in vista dell’odierna conference call tra il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos e gli ispettori del Fondo monetario internazionale e dell’Unione europea.

Dopo il consiglio dei ministri Venizelos ha detto ai giornalisti che per la Grecia è necessario raggiungere gli obiettivi di bilancio per il 2011 e il 2012, smettendo di generare debito e arrivando a produrre surplus di bilancio l’anno prossimo, ma non ha specificato come questi obiettivi verranno raggiunti.

“Se vogliamo evitare il default, stabilizzare la situazione , restare nella zona euro…dobbiamo prendere grandi decisioni strategiche” ha detto Venizelos.

Il consiglio dei ministri si incontrerà oggi dopo i colloqui con i rappresentanti di Fmi e Ue per specificare la politica da intraprendere, ha aggiunto Venizelos, che ha accennato all’ipotesi di ulteriori tagli per il settore pubblico dicendo che la Grecia si concentrerà sulla riduzione della spesa pubblica piuttosto che sulla generazione di ricavi nel 2012.

A essere in gioco c’è la tranche da 8 miliardi di prestiti, parte del bailout da 110 miliardi di euro che il Paese si era assicurato lo scorso anno, di cui la Grecia ha bisogno entro ottobre, prima che esaurisca la liquidità.