Grecia, Fmi: senza Troika economia non reggerà

9 Luglio 2018, di Alberto Battaglia

La Grecia, dopo anni di sacrifici economici, ha recuperato la sovranità economica che le era stata temporaneamente sottratta dalla Troika, in cambio di 288,7 miliardi di euro complessivi di finanziamenti erogati fra 2010 e 2018. Cos’è cambiato negli ultimi anni in Grecia? Un’analisi dei dati è stata compiuta dal sito Truenumbers, che ha passato in rassegna una serie di indicatori economici. Innanzitutto, i numeri degli aiuti erogati dalle varie istituzioni internazionali:

“Si iniziò con un impegno congiunto di 73 miliardi di euro, cui seguì il Fondo di Stabilità (European Financial Stability Fund, Efsf) che ne sborsò 153,8. In entrambi i casi il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) versò una parte minoritaria dei miliardi, prima 20,1, poi 12. (…) Tra agosto 2015 e oggi sono giunti nelle casse greche 46,9 miliardi. Per un totale di 241,6 da parte della Ue e altri 32,1 da parte de Fmi: 273,7 in tutto”. A questi si aggiungono gli ultimi 15 miliardi accordati alla Grecia nell’ultimo patto con la Troika, e si arriva a quota 288,7 miliardi.

Il piano d’aiuti, intervenuto a sostegno di una finanza pubblica gravata dal più elevato debito pubblico europeo, in rapporto al Pil, è stato accompagnato alle controverse misure di austerità. Queste ultime si rivelano in modo sintetico nel dato relativo al surplus strutturale di bilancio, la differenza fra entrate e uscite dello stato al netto degli effetti congiunturali. (grafico in basso)

Dal 2013 a oggi la Grecia ha tirato la cinghia drenando dall’economia un ammontare superiore al 2% del Pil ogni anno dal 2013 al 2017 (con un picco oltre il 4% nel 2016). Nello stesso periodo, però il debito pubblico è sceso di poco (grafico in basso).

Il futuro del debito pubblico greco è previsto in modo assai diverso fra Ue e Fmi: secondo la Commissione esso “si ridurrà man mano fino a raggiungere il 96,4% del Pil nel 2060” mentre, “il Fmi ritiene che invece non calerà mai al di sotto del 149,1% e anzi risalirà fino a un tragico 190% sempre nel 2060”.
Non sono incoraggianti nemmeno i dati sul Pil: sebbene l’economia greca si trovi in ripresa, nel 2017 il Pil è inferiore del 30% rispetto alle dimensioni del 2011.  I dati sulla disoccupazione, infine, restano assai peggiori della media europea, nonostante il calo dal picco del 2013. Quest’anno il tasso dovrebbe attestarsi al 20,1% (era il 27,5% cinque anni fa). La disoccupazione, comunque, resta superiore ai livelli precedenti alla crisi del debito e, ben più alta della media Ue, all’8,4%.