Grecia anti Troika: senza scuole, tribunali e trasporti

18 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ATENE (WSI) – Scuole, siti archelogici e tribunali chiusi, trasporti fermi. Proseguono oggi in Grecia per il terzo giorno consecutivo le agitazioni e proteste contro la politica di tagli nella pubblica amministrazione. Dopo lo sciopero di cinque giorni degli insegnanti delle scuole medie e superiori, comincia oggi lo sciopero generale proclamato dall’Adedy, uno dei due maggiori sindacati del Paese che raggruppa i dipendenti pubblici.

Ingenti le riprcussioni delle misure varate dal Governo, che punta a mettere in mobilità 25.000 impiegati statali entro la fine del 2013. A fianco dell’Adedy è sceso in campo anche il secondo grande sindacato greco, il Gsee che raggruppa i lavoratori del settore privato, che ha indetto per oggi un’astensione dal lavoro di quattro ore.

In tutto questo l’Unione Europea dispensa ottimismo. “Ora si vede la luce in fondo al tunnel: le valutazioni sull’economia sono migliorate, il debito è diminuito e c’è un graduale ritorno alla crescita”, ha detto un sorridente presidente della Commissione Ue Jose’ Barroso al termine dell’incontro tenuto ieri con il premier greco Antonis Samaras.

In una notizia di cronaca nera e non di economia, che pero’ e’ utile per capire il livello di tensione nella nazione indebitata, un rapper di sinistra è stato ucciso dai neonazisti in Grecia. I testimoni dicono che è stato picchiato e accoltellato da un gruppo di militanti del partito di estrema destra Alba Dorata, uno è stato arrestato.

Altrove in Europa, in Cipro il Governo sta per porre termine al controllo di capitali. “In realtà siamo già usciti dall’area euro”, aveva ammesso Nicos Anastasiades, presidente cipriota, uno dei Paesi dove da quando è stato imposto un prelievo forzoso sui conti deposito superiori a una certa somma, le banconote non hanno più lo stesso valore della Germania.