Governo M5S-Pd? Renzi minaccia scissione

26 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) –  Ancora impasse nella formazione del governo dopo che il capo politico del M5S, Luigi Di Maio ha detto addio alla possibilità di governo con la Lega e apre al Pd.

Gli ostacoli principali all’accordo con il Partito democratico non sono per il programma, bensì per la figura del premier. Ai democratici la figura di Di Maio come premier, così come alla Lega, proprio non va giù così ai pentastellati non va già il ruolo di Matteo Renzi anche se sono consapevoli che senza l’ex premier la maggioranza sarebbe debolissima.

Sulla carta infatti Renzi controlla la maggioranza dei gruppi (circa 70 su 111 alla Camera e oltre 30 su 52 in Senato) e appare determinato ad andare fino in fondo al suo no secco al governo con il M5s:

La linea Martina-Franceschini porta a una conta nel Pd, a una rottura, porta alle elezioni anticipate.

Da qui, come scrive Il Sole 24 Ore, se alla fine un governo M5s-Pd dovesse in qualche modo partire, Renzi potrebbe puntare alla scissione e formazione di un nuovo partito europeista alla Macron.

Ma c’è un’altra alternativa in campo. Lo stallo politico venutosi a creare in Italia all’indomani del voto pone in  serie difficoltà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che se dovesse fallire il secondo mandato esplorativo affidato al presidente della Camera Roberto Fico, dovrà mettere in campo soluzioni ulteriori. Tra queste l’ipotesi più accreditata è di un ritorno alle urne, già a settembre, con le liste dei candidati da presentare intorno a Ferragosto e le Camere sciolte ai primi di luglio.