Goldman Sachs mangia tutto: si accapparra le migliori start up della Silicon Valley

28 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Goldman Sachs continua ad accaparrarsi quote delle start-up più promettenti della Silicon Valley.

In continua ascesa il fenomeno Uber, il servizio di noleggio auto con conducente via smartphone. La start up fondata a San Francisco nel 2009 ed attualmente presente in oltre 300 città in 63 Paesi di tutto il mondo, ha dovuto incontrare qualche ostacolo legale in alcuni paesi, ma ciò non le ha impedito la scalata.

Da piccola start up l’azienda si è espansa e ora può contare su oltre 8 miliardi di dollari di investimenti, arrivati da protagonisti del venutre capital come Benchmark e Google Ventures, ma anche da grossi istituti finanziari come Goldman Sachs.

Formano una strana coppia proprio Gary Cohn e Travis Kalanick, rispettivamente il direttore operativo di Goldman Sachs e il numero uno di Uber che, secondo i bene informati, avrebbero trascorso molte ore insieme. Conosciutisi più di cinque anni fa quando il servizio di noleggio auto era una piccola start-up poco nota con solo 8 dipendenti, ora il rapporto tra i due si sarebbe fortificato.

Goldman Sachs infatti ha finanziato con 1,6 miliardi di dollari Uber all’inizio di quest’anno, diventando così un piccolo azionista della società di Silicon Valley, mostrando così un interesse crescente da parte dell’istituto finanziario per le start up tecnologiche finendo per aver effettuato finora solo quest’anno circa 50 investimenti.

E gli sforzi di Goldman Sachs danno i primi frutti visto che la banca è al primo posto della classifica per le IPO della tecnologia, dominando così Wall Street per quanto riguarda il settore bancario tecnologico, al secondo posto Dealogic.

(Aca)