Giustizia – Caso Consip, Romeo torna libero

17 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

“La libertà e l’innocenza non  hanno nulla da temere dalla pubblica indagine a condizione che regni la legge e non  l’uomoCit. M.Robespierre”.

Quando parliamo di giustizia anche commentando fatti di cronaca nazionale non so, a ben guardare, se stia regnando l’uomo o la legge.

Prendiamo per esempio il fatto di cronaca giudiziaria di cui più si è discusso, almeno a livello mediatico nel recente periodo, con una indagine partita dalla Procura di Napoli e successivamente trasferito a Roma, Ufficio inquirente che in  epoca passata veniva soprannominato il Porto delle nebbie: altri tempi.

Oggi la Procura di Roma, anche grazie a grandi inchieste portate a termine, valga per tutti quella su “Mafia capitale”, la nebbia sembra decisamente diradata diventando un altro tipo di porto.

Speriamo che succeda la stessa cosa con il caso Consip[1] dove l’imprenditore napoletano Alfredo ROMEO, con un processo neanche  iniziato  ha già trascorso 168 giorni di carcere per un episodio “corruttivo” in una storia di appalti pubblici: carcere preventivo, si chiama..

Intanto, con l’intervento del Tribunale del riesame di Roma, quello ch una volta si chiamava “Tribunale della libertà” competente a decidere in forma collegiale sulle ordinanze che dispongono una misura coercitiva, ha disposto la scarcerazione dell’imprenditore rilevando talune presunte irregolarità sulle disposte ”intercettazioni telefoniche” attraverso il virus “troian”.

Nel mentre attendiamo di leggere le esatte motivazioni, constatiamo sempre di più la debolezza del quadro accusatorio fra “prove presunte, forse manipolate ed altre costruite e mal riuscite”.

L’accusa

Fin dall’inizio l’accusa ha mirato in alto, dai vertici dell’Arma dei Carabinieri per una presunta fuga di notizie, estesa all’ex sottosegretario Lotti, a Tiziano Renzi per un presunto “traffico di influenze” volto a favorire gli affari dell’imprenditore napoletano in un giro di grandi appalti pubblici gestiti dalla stessa Consip, con il chiaro intento di indebolire il quadro politico nazionale a guida Matteo Renzi.

Come ho già detto in altra occasione, a leggere gli episodi raccontati dalla cronaca – urlata e scritta – al netto dei tanti rischi sottesi e impliciti presenti nella gestione di grandi appalti pubblici, sembra scorgere un evidente “millantato credito” da parte di qualche faccendiere in danno di figure politiche di primo livello.

Attendiamo di conoscere la giustizia dove regna la Legge!

============

 

[1] “Concessionaria Servizi Informativi Pubblici”, viene costituita nel 1997 per gestire i servizi informatici dell’allora Ministero del tesoro.