Giappone: boom richiesta contanti, per tassi e Grande Fratello Fisco

24 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA(WSI) – Nuova era di tassi negativi, il Giappone ha paura. Tanto che nel paese è boom per la domanda di banconote di 10.000 yen, che i giapponesi vogliono nascondere sotto i loro materassi.

In una fase di escalation di guerra ai contanti e di politica monetaria espansiva che di per sé fa in modo che i depositi in banca rendano sempre meno – se non lo zero assoluto – i giapponesi preferiscono tenere i loro risparmi ben nascosti nelle loro case, piuttosto che investirli o tanto meno convogliarli in conti bancari.

Un vero problema per il premier Shinzo Abe e per il numero uno della banca centrale Bank of Japan, Haruhiko Kuroda, che stanno tentando il possibile per sostenere i consumi e garantire una ripresa dell’economia che è tornata nell’ultimo periodo succube delle debolezze proprie e anche globali.

Evidentemente l’Abenomics, insieme di stimoli straordinari senza precedenti lanciati dal governo di Abe – non sta funzionando, come non sta funzionando la politica dei tassi di interesse negativi, praticamente copiata dalla BCE .

I dati parlanoo chiaro. Intanto, la montagna di liquidità presente in Giappone si attesta a un valore di quasi 100 trilioni di yen, l’equivalente di $890 miliardi, pari a 1/5 circa del Pil. E lo scorso anno, ovvero nel 2015, il numero delle banconote da 10.000 yen – che sono quelle di taglio maggiore – è balzato +6,2%, segnando il balzo più forte dal 2002.

Intervistata da Bloomberg Tsutomu Ishii, responsabile delle vendite dell’azienda Eiko, produttrice di sistemi di sicurezza, ha spiegato il boom del fatturato con il lancio, da parte del governo, dell’iniziativa “My Number”, ovvero “Il mio numero”.

L’iniziativa, lanciata a gennaio, ha inaugurato  anche in Giappone una sorta di Grande Fratello del Fisco, dal momento che il governo ha iniziato ad attribuire a ogni cittadino numeri di identità simili a quelli del Social Security americano, al fine di valutare e monitorare l’utilizzo dei servizi offerti dal governo, ma anche le tasse versate.

Sebbene i controlli non riguardano per ora i conti bancari, nel paese è salita la preoccupazione che il governo possa scoprire quanti soldi i correntisti hanno in banca. Il timore è bastato a convincere diversi risparmiatori a ritirare i loro soldi, e a nasconderli sotto il materasso.

Ad acuire il fenomeno è stata l’introduzione dei tassi di interesse negativi da parte della banca centrale, che ha fatto crollare alcuni tassi applicati ai depositi fino allo 0,01%.

E tra l’altro proprio nella giornata di oggi il governatore Kuroda ha ribadito che la banca centrale non esiterà ad agire nel caso in cui la volatilità di mercato minacciasse gli sforzi che sta compiendo contro la deflazione.