Germania: tasso di disoccupazione ai minimi dalla riunificazione

29 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro la sessione di ieri si è conclusa con tassi governativi e swap in rialzo e con spread Italia-Germania e Spagna-Germania pressoché stabili. In calo invece il differenziale portoghese (sceso sotto i 1000 pb) e quello irlandese.

Ieri il Parlamento finlandese ha approvato l’allargamento del fondo Efsf con 103 voti su 200.

Oggi toccherà alla Germania. L’approvazione sembra essere quasi certa considerato l’appoggio dichiarato dai partiti dell’opposizione.

Più importante sarà verificare se la Merkel avrà l’appoggio di tutta la sua coalizione, in particolare del partito Fdp.

Il ministro delle finanze Schaeuble durante un’intervista telefonica non ha escluso la possibilità di utilizzo della leva per il fondo Efsf, dichiarando : “nessuno può dire cosa ci riserva il futuro”.

Continuano a salire i depositi presso la Bce, ieri arrivati a quota 173,2 Mld€ da 164,1 del giorno prima. Allo stesso tempo la Bce ha annunciato che durante l’operazione di rifinanziamento ad una settimana in dollari sono stati richiesti 500 Mln$ da una sola banca, lo stesso ammontare richiesto la scorsa settimana (anche in questo caso da un’unica banca).

Secondo un’indiscrezione riportata da Bloomberg che cita fonti vicino all’operazione, sarebbe in fase di collocamento 1,1 Mld€ di bond a sette anni emessi l’Efsm, ossia il fondo di emergenza che gode della garanzia dei 27 paesi dell’Ue. La Ue ha dichiarato che ad ottobre ci sarà una riunione straordinaria dell’Eurogruppo.

Ieri il presidente della Commissione europea Barroso durante il discorso al Parlamento europeo ha esortato ad anticipare l’entrata in vigore del fondo Esm che nel 2013 andrebbe a sostituire l’attuale Efsf. Ha inoltre ribadito che la Grecia resterà nell’eurozona, chiudendo il discorso con una citazione di Mandela : “Tutto sembra impossibile finché non lo si fa”.

Ieri il Parlamento europeo ha approvato la riforma del patto di stabilità che prevede un maggiore monitoraggio dei conti pubblici e della spesa pubblica ed un procedimento sanzionatorio anche per i paesi che presentano un debito/Pil superiori al 60% e che dimostrano di non riuscire a ridurlo.

Il pacchetto di provvedimenti verrà ora ratificato nel prossimo Ecofin del 3 ottobre. Sul fronte macro segnaliamo il rialzo superiore al consensus di Bloomberg dell’inflazione armonizzata tedesca (2,8% a/a da 2,5%) e spagnola (3% a/a da 2,7%) preliminare di settembre.

Nel frattempo il tasso di disoccupazione tedesco di settembre si è attestato al nuovo dalla riunificazione del 6,9%.

In Italia oggi sono attese aste di Btp fino a 8 Mld€ e del Ccteu 2015 fino ad 1 Mld€.

Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente stabili a fronte di un calo di circa il 2% dell’indice S&P500, determinato in buona misura dal comparto materie prime. L’attenzione degli operatori al momento appare essere indirizzata soprattutto all’evoluzione della crisi in area euro piuttosto che al flusso di dati macro.

Ieri ad esempio il dato sugli ordini di beni durevoli di agosto è risultato migliore delle attese soprattutto nella parte core, ossia al netto della componente aerei e difesa.

Il presidente della Fed Bernanke, in un discorso ieri dedicato al tema paesi emergenti, rispondendo ad alcune domande ha dichiarato che il livello di disoccupazione che stanno sperimentando gli Usa è realmente una “crisi nazionale”.

Ha inoltre richiesto ai policy makers di implementare “corpose politiche per la casa per supportare il recupero del settore immobiliare” ricordando che da sola la politica monetaria non può essere considerata una panacea. Il riferimento è verosimilmente uno stimolo affinché vengano soprattutto eliminati gli ostacoli che attualmente esistono per riavviare un processo corposo di rifinanziamento dei mutui che dal lato Fed, potrebbe essere supportato mediante manovre che garantiscano bassi livelli dei tassi a lungo termine per un periodo non breve.

Valute: euro in recupero verso dollaro dopo la notizia del voto favorevole del parlamento finlandese ed in attesa di una analogo voto anche da parte del Bundestag tedesco oggi. Nel breve rimane confermata la resistenza in area 1,37.

Lo yen resta pressoché stabile con dollaro, rimanendo all’interno del range compreso tra il supporto 76 e la resistenza 77. Poco variato il cross euro yen, intorno ad area 104. Verso euro il supporto passa per 102 e la resistenza per 105.

Materie Prime: ieri si sono registrati cali generalizzati per tutti i settori del Gsci in linea con l’andamento delle borse Usa. Le materie prime sembrano scontare il clima di incertezza globale. Ribassi maggiori per rame ed argento (-4,5%), calano anche gli agricoli, guidati dal mais (-3,3%), e gli energetici con Brent e Wti oltre il 3%.

Stamattina oro intorno ai 1.620 $/oncia, a -16% rispetto al massimo storico di inizio mese: su questa performance negativa potrebbero aver pesato le recenti liquidazioni delle posizioni in oro da parte degli hedge fund. In tale direzione spingerebbe a pensare ad esempio il forte deflusso di fondi registrato da Man Group, il principale hedge fund europeo.

Copyright © Servizio Market Strategy MPS Capital Services per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.