Gen Z: come i giovanissimi vedono denaro e risparmio

3 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Se l’immaginario musicale in voga fra i giovanissimi, ricco di iperboliche manifestazioni di ricchezza, fosse in qualche modo rivelatore del reale rapporto che i ragazzi hanno con il denaro, ci sarebbe da scommettere che la Generazione Z svilupperà un forte interesse per le tematiche finanziarie. A confermare questa impressione è il sondaggio condotto da Morningstar su un migliaio di giovani americani di età compresa fra i 18 e i 25 anni.

Il 35% del campione dichiara di considerarsi già “investitore” e un ancor più ampio 57% afferma di essere interessato ad investire. Il 53% dei GenZ afferma, inoltre, che le lezioni di finanza dovrebbero essere obbligatorie già dalle scuole superiori (benché il 64% degli intervistati affermi di non aver mai studiato tali materie a livello scolastico).

Advisor, fra i giovanissimi vince ancora quello in carne ed ossa

In questa fascia di popolazione ancora molto giovane ha già preso piede, in buona parte, il contatto con la consulenza finanziaria: il 30% del campione afferma di aver incontrato un advisor almeno una volta.
A dispetto della facilità nell’uso delle tecnologie, proprie dei nativi digitali, il 18-25enni affermano di ritenere più affidabile il consiglio finanziario “umano”, rispetto a quello basato sugli algoritmi propri dei robo-advisor: solo il 18% degli intervistati afferma di aver avuto esperienza con quest’ultima tecnologia.
Tutti gli intervistati, comunque, hanno riferito di aver utilizzato almeno un’app correlata alla finanza, in particolare quelle riferite alle banche. Molto meno popolari, invece, le app relative alle news finanziarie e all’organizzazione previdenziale.

E a proposito di pensione i GenZ sembrano propensi a proseguire qualche forma di attività anche dopo il ritiro dal mondo del lavoro vero e proprio (lo afferma il 60% degli intervistati). Un passo che, per la maggioranza relativa dei giovani di oggi, viene previsto dopo i 65 anni.