G7 ad alta tensione, primo dell’era Trump

26 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) –  Si apre sotto l’incubo terrorismo, a seguito della strage di Manchester, il G7 di Taormina, il primo dell’era Trump che ieri è arrivato in Sicilia con la moglie Melania.

Un summit blindato dove la parola dordine è sicurezza. Ma oltre alla minaccia terroristica tanti altri saranno i temi che verranno affrontati nel G7 a partire dai cambiamenti climatici. Da una parte il presidente Trump ha più volte espresso l’idea di voler abbandonare l’accordo di Parigi sul clima e in merito il suo portavoce ha dichiarato che il presidente prenderà una decisione dopo il G7.

Dall’altra parte la premier inglese Theresa May si è mostrata finora poca attenta alla questione sollevando lira degli ambientalisti. A difendere l’accordo di Parigi sia il premier nipponico Shinzo Abe che il nuovo presidente francese Emmanuele Macron ma anche la cancelliera Angela Merkel  mentre il Canada sta portando avanti la sua battaglia per ridurre il prezzo del carbonio a partire dal prossimo anno.

Altro tema che verrà affrontato durante il G7 è ovviamente la questione migranti. Il Giappone, paese noto per essere uno dei più chiusi al mondo, si mostra oggi più sensibile e nel 2015 ha accettato 25 rifugiati secondo gli ultimi dati. Ma a destare le maggiori critiche è stato certamente il presidente Donald Trump che appena eletto ha istituito i bando anti musulmani. Un tema delicato e controverso che vede così posizioni discordanti tra i 7 paesi partecipanti al summit di Taormina. In Europa la Merkel ha promesso di aiutare l’Italia, il paese d’approdo di molti profughi, per gestire l’emergenza, mentre il premier inglese Theresa May ha espresso il desiderio di ridurre l’immigrazione e controllare le frontiere.

La Francia di Macron porterà avanti nel summit la convinzione che occorre un maggiore coordinamento con i partner europei per la gestione dei flussi migratori. A battere i pugni sul tavolo chiedendo maggiore integrazione e alleggerimento dei controlli alle frontiere è il Canada, paese campione in materia di immigrazione e diversità.

Infine non poteva mancare nel G7 la questione della Russia. Il premier italiano Paolo Gentiloni si mostra a favore di un confronti in merito alle sanzioni contro Mosca, così anche il Giappone  che sta cercando di migliorare i suoi rapporti con Vladimir Putin. Alta rimane invece la tensione con il presidente Donald Trump, mentre per la Francia il ritorno al tavolo del G8 per la Russia è fuori questione.