Fugnoli: meglio le Borse europee, non fidatevi dei Bond

22 Luglio 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Gli investitori rialzisti possono dormire sonni tranquilli quest’estate. Un “allineamento favorevole” degli astri nonostante le scosse telluriche post Brexit durerà almeno fino a novembre, ovvero fino al momento in cui le elezioni presidenziali statunitensi entreranno nel vivo.

Lo sostiene l’apprezzato strategist di Kairos Alessandro Fugnoli nella sua newsletter settimanale. Dopo il voto, se la mina vagante Donald Trump non dovesse uscire vincitore, si tornerà a parlare di rialzo dei tassi, “anche perché l’inflazione americana, nel frattempo, sarà salita di un altro mezzo punto percentuale”.

Fugnoli cita le preoccupazioni del Re dei Bond Jeff Gundlach, uno che va “sempre controcorrente, e spesso nel giusto”, secondo cui la fase rialzista del mercato obbligazionario è giunta al capolinea. Gundlach è stato per anni rialzista sui bond, ma gli ultimi sviluppi l’hanno spinto a cambiare completamente idea.

Anche secondo Fugnoli i bond non sono un buon investimento anche per via di “una asimmetria sempre più evidente tra quello che si potrà perdere (molto) nei prossimi anni sui bond lunghi e rischiosi e quello che si potrà guadagnare (poco)”.

Da questo punto di vista l’azionario offre maggiori garanzie agli investitori perché “sarà probabilmente attrezzato meglio per affrontare un eventuale scenario di inflazione più alta soprattutto se verrà confermata la riaccelerazione degli utili prevista per il 2017″.

Per chi volesse puntare sulle Borse, il consiglio dell’analista è quello di concentrarsi sull’Europa piuttosto che sugli Stati Uniti a questi prezzi: “Per il momento ci sembra prudente evitare di rincorrere la Borsa americana su questi livelli. Meglio comprare Europa su debolezza, c’è più valore”.

“Nei prossimi mesi, se il dollaro si manterrà forte, ci saranno opportunità interessanti per comperare oro e materie prime. Sui bond, tra i pochi strumenti che offrono valore ci sono i Treasuries decennali sopra l’1,75 per cento (ora siamo all’1,61) e alcuni emergenti in valuta locale”.

Fonte: Kairos