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Fuga dai bond: l’anno peggiore per i fondi comuni

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NEW YORK (WSI) – A inizio anno shortare i bond è stata definita da qualche analista la mossa di trading del secolo. Chi avesse seguito il consiglio oggi sarebbe probabilmente ricco.

Era dai tempi del bagno di sangue di cui sono caduti vittima i bond nel 1994 che i fondi comuni obbligazionari non vivevano un anno così pessimo.

Nell’anno terminato alla fine del prima settimana di dicembre gli investitori hanno ritirato 72 miliardi di dollari dai fondi comuni che sono esposti al mercato dei bond

I dati pubblicati da TrimTabs mostrano che è la prima volta in quasi un decennio che gli investitori hanno ritirato più soldi di quanti non ne abbiano effettivament investiti.

Colpa della paura di un ‘tapering’ da parte della Federal Reserve, ovvero la possibilità che si fa sempre più reale che la banca centrale riduca la portata dei titoli di Stato acquistati per sostenere la crescita.

Stracciato anche il record del 1994, quando gli investitori ritirarano quasi 63 miliardi di diollari. Allora il tasso sui Treasuries a 10 anni valeva meno del 6%, prima di risalire a oltre l’8% (i tassi salgono quando gli investitori vendono bond, schiacciando i prezzi in ribasso)

Il rialzo dei tassi di interesse è stato il catalizzatore della fuga dai bond anche quest’anno.

Da quando Ben Bernanke ha aperto alla possibilità di un ridimensionamento del programma di acquisti di Treasuries e titoli legati ai mutui al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese, gli investitori nell’obbligazionario sono nervosi.

Il rendimento decennale è salito dall’1,6% di maggio a quasi il 3% in settembre, quando economisti e mercato scommetteva che la Fed avrebbe alzato il piede dall’acceleratore delle misure monetarie ultra accomodanti.

In effetti gli investitori hanno continuato ad acqusitare bond fino a maggio. Da quel momento per i sette mesi successivi, però, è stata una fuga dal mercato del reddito fisso.

Quando la Fed ha deciso di rinviare l’appuntamento con il tapering, il rendimento decennale è tornato a calare, attestandosi al 2,5% intorno a ottobre.

Ma con il ritorno delle voci secondo cui la banca centrale sarebbe ormai prossima a passare in modalità post crisi (si parla di dicembre o gennaio), i tassi sono tornati a salire e il decennale rende circa il 2,88% al momento.