Francia vuole euro più debole e una guerra valutaria

27 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – Il ministro dell’Industria francese ha lanciato un appello per tenere l’euro su livelli bassi, sottolineando che il ruolo della Bce deve essere rivisto. Quanto alle politiche in Italia, il messaggio mandato e’ chiaro: “non siamo d’accordo con le politiche imposte dai mercati”.

L’accordo stretto di recente – a inizio mese – tra i leader finanziari mondiali aveva placato le acque agitate della guerra valutaria. Ma ora da Parigi qualcuno sembra pronto a riaccendere la miccia.

“Sono a favore di un euro meno forte“, ha dichiarato Arnaud Montebourg stando a quanto riportato da Le Monde, precisando che e’ una buona notizia che negli ultimi tempi la moneta unica si e’ indebolita contro le principali rivali.

Da inizio febbraio l’euro ha perso il 4,6% contro il dollaro e ci sono analisti che sostengono che visto l’esito delle urne alle politiche italiane, la moneta e’ destinata a scivolare sino a quota $1,28 contro il biglietto verde”.

“Sono molto felice, il calo dovrebbe continuare“, ha detto senza farsi troppi problemi il ministro. “Gli italiani hanno detto chiaramente che non sono d’accordo con le politiche imposte dai mercati”, ha insistito.

“Penso che la gente non sia pronta a passare sotto il tavolo ed e’ la dimostrazione che ci ha dato l’Italia”. Monterbourg ha denunciato “il verrouillage monetairio” dell’area euro, che corrisponde, secondo lui, a una situazione in cui la Cancelliera tedesca Angela Merkel “detta i tassi dell’euro”.

“Merkel non puo’ dirigere da solo l’Europa e fissare la parita’”, ha incalzato il politico socialista francese. “L’euro e’ troppo forte e non corrisponde ai fondamentali economici”.

La parita’ dovrebbe essere una decisione collettiva, che deve imprescindibilmente corrispondere alle condizioni delle economie dell’Eurozona.

“Difendo, con (il ministro dell’Economia) Pierre Moscovici, l’idea che l’Eurogruppo e la Bce facciano il loro lavoro e si preparino ad affrontare quello che sta per verificarsi, a cominciare dal Giappone: ovvero una guerra valutaria.

Il ministro, sottolineando che si esprime a titolo esclusivamente personale, ha esortato a politizzare in prima battuta l’euro e che in seconda istanza la Bce si occupi dei tassi di cambio.

“L’Eurogruppo si incarichi del compito di definire la sua preferenza per la parita’ dei tassi di cambio euro-dollaro, euro-yen, euro-yuan”.