Forex: finora la paura ha fatto la voce grossa. Ma ora si cambia

28 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Giornata particolarmente tranquilla quella vissuta ieri sui mercati, con azionari in correzione dopo i recenti guadagni che hanno fatto sì che il mese di settembre sia stato uno dei migliori dagli anni 40 in avanti.

Il mercato dei cambi ha invece mostrato fasi di range praticamente su tutti i rapporti più importanti (con una piccola eccezione per il UsdCad che, comunque, si è mantenuto intorno a livelli di equilibrio senza muoversi tanto). A questo punto occorre fare una riflessione, che potrebbe proiettarci in una fase successiva a quella che si viveva fino a qualche tempo fa, dove in concomitanza della pubblicazione di dati macro, il mercato valutario reagiva e non, a volte secondo logica a volte no, spinto da incertezze su troppi fronti che facevano sì che fossero la paura e l’avversione al rischio (con conseguente fuga verso i beni rifugio, oro, franchi e yen sopra tutti) i veri driver di mercato.

Ora, i dati si cominciano a guardare eccome, anche se “timori superiori”, se così possiamo definirli, continuano ad aleggiare per tutto il mondo degli investitori.

Stiamo parlando dei soliti temi, a partire dai debiti sovrani europei che fanno temere per la solvibilità di alcuni Stati, allo yuan sottovalutato (anche se, come sappiamo è stato rivalutato, anche se di poco), che potrebbe nel medio periodo mettere in difficoltà la Cina ed impattare negativamente sull’intera crescita mondiale, il possibile QE (quantitative easing) che potrebbe essere messo in atto dagli Usa, probabilmente dopo le elezioni, e che darebbe sicuramente una mano a livello di liquidità del sistema (è anche per questo che l’azionario è salito nelle ultime settimane, così come l’oro: beni reali premiati in vista di un possibile aumento di inflazione derivante dagli effetti del QE), ma che nel medio periodo andrebbe a pesare sul dollaro americano, portandolo a svalutarsi ulteriormente contro euro (e lì Bernanke avrà vinto la sua guerra).

Alla completa assenza di dati macroeconomici ieri, ha corrisposto la mancanza di reazioni e di movimenti direzionali, mentre stiamo notando che in concomitanza dell’uscita di alcuni dati, i mercati cominciano a reagire secondo logica (dati buoni = divisa in rafforzamento e viceversa). L’importanza relativa vede sul podio sicuramente i dati sull’occupazione americana, seguiti da quelli sull’immobiliare.

Scegliere il terzo gradino è complicato per adesso, per cui prestiamo attenzione a tutta la serie di dati a completamento del quadro macroeconomico, a partire dalla fiducia dei consumatori che questa estate ha avuto il potere di far partire il movimento di discesa del dollaro americano contro euro. Essa è attesa a 52.1 contro i 53.5 precedenti e sarà in pubblicazione alle ore 16 italiane.

Prima, alle 10.30 sempre italiane, avverrà la comunicazione del Pil inglese, atteso invariato rispetto al precedente +1.2%. Attenzione dunque a possibili aumenti di volatilità, che dopo la calma di ieri potrebbero rendere la giornata di trading più adrenalinica.

Passiamo ora a ricercare qualche spunto con l’ausilio dell’analisi tecnica.

Il più osservato eurodollaro non si è praticamente spostato dal livello mantenuto successivamente al rialzo mostrato venerdì. Ciononostante siamo riusciti ad ottenere un nuovo spunto interessante che conferma la nostra idea di ieri: abbiamo assistito infatti ad un nuovo tentativo di rottura della resistenza posta a 1.35, con successivo ripiegamento di tre quarti di figura.

Per la giornata quindi attenzione ancora una volta a questo forte livello di resistenza, oltre il quale ricordiamo che ci si attende una continuazione della salita sino a 1.3885: risulta inoltre da osservare da vicino il supporto a 1.3425, ora livello di doppio minimo visto tra ieri e questa notte.

Facciamo notare ancora come, ad ulteriore supporto dell’idea rialzista della moneta unica, sia inoltre possibile trovare la linea dinamica con origine il 10 settembre scorso e coincidente su un grafico orario alla media mobile esponenziale a 100 periodi passante per oggi nei pressi di 1.3370.

Anche il cambio UsdJpy si è mantenuto stabile sui livelli visti già ieri in mattinata. Non è stato infatti oltrepassato il livello di supporto compreso fra 84.20 e 84.05, livello che reputiamo valido anche per le prossime ore per determinare una ulteriore stabilità oppure una ripresa della discesa verso i minimi storici di 82.90.

Non potrebbe trovarsi in una situazione differente anche il cambio EurJpy. La linea di tendenza inferiore che stiamo considerando per seguire la tendenza in atto tiene bene e suggerisce un supporto per oggi prossimo a 113 figura. Compreso fra 113.75 e 114 figura troviamo invece il livello di resistenza da valutare.

La configurazione sopra descritta è del tutto identica a quella riscontrabile anche sul cambio GbpJpy: in questo caso la trendline transita a 133 figura mentre il livello obiettivo nel breve è dato da 133.65 (un range particolarmente insolito per questo cambio così volatile, che potrebbe portare ad un’esplosione di volatilità già in giornata).

Molta stabilità anche sul cable che ha così evidenziato un livello di supporto di breve poco al di sotto di 1.58 figura. Su questo cambio continuiamo ad ipotizzare una ripresa della pressione rialzista sino a completare la figura vista ieri con un ritorno ad 1.60. Il supporto a questa teoria si fonda sulla tenuta di 1.5730, divenuto ora importante per il completamento del ritracciamento da 1.60 a 1.53.

Concludiamo con l’AudUsd dove le 10 figure di salita in un mese di scambi lasciano davvero poco all’interpretazione. Ciò che nei prossimi giorni diverrà molto interessante sarà osservare un eventuale rimbalzo una volta raggiunto il precedente massimo storico di 0.9850, per il quale mancano ancora due figure esatte dal massimo visto ieri. Prossimo a 0.9550 si trova il più aggressivo livello di supporto, dato dalla media mobile a 100 periodi su un grafico orario.

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