Fmi: tassi negativi hanno dei limiti, meglio QE

11 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI) – La politica monetaria imposta della Bce con tassi negativi sui depositi delle banche presso le sue casse “ha avuto successo ma ha dei limiti”. È meglio il piano di acquisto di titoli di Stato che va sotto il nome di Quantitative Easing. A dirlo il Fondo Monetario Internazionale in un report pubblicato sul suo sito in cui il Fondo guidato da Christine Lagarde elenca una serie di punti critici della politica dell’istituto centrale europeo.

Nella sua analisi l’Fmi rende noto come le banche nel corso del tempo siano riuscite ad arginare le difficoltà riscontrate sul fronte della redditività attraverso un aumento dei volumi dei prestiti, piccoli aumenti nei costi e nelle commissioni, plusvalenze ed investimenti, minori accantonamenti su rischi e tagli dei costi.

“Le banche in generale sono state capaci di mitigare il calo della redditività anche con maggiori volumi di prestiti, con piccoli incrementi delle commissioni e con risparmi derivanti da un taglio ai costi”.

Tutte queste misure però secondo l’Fmi hanno chiaramente dei limiti. Da qui l’istituto guidato dalla Lagarde ha sottolineato che la Bce ha uno spazio pressochè limitato per eventuali ulteriori tagli dei tassi di interesse senza andare a influenzare in maniera negativa la redditività degli istituti di credito.

“La prospettiva di tassi bassi per un periodo prolungato di tempo ha infatti oscurato l’outlook delle banche in termini di utili, suggerendo che i benefici dell’attuale politica monetaria potrebbero ridursi nel tempo. Inoltre non è detto che la crescita dei prestiti in futuro basti a compensare il calo dei margini di interesse”.

Secondo l’Fmi quindi la Bce non dovrebbe più puntare su ulteriori tagli dei tassi perchè potrebbero andare a “indebolire l’efficacia della politica monetaria”. Cosa fare allora? La ricetta secondo l’Fmi è l’acquisto di asset, ossia bond. Così l’Istituto di Francoforte farebbe salire i prezzi degli asset e la domanda aggregata, sostenendo anche il credito bancario. 

“Quando le banche commerciali devono pagare per depositare la liquidità in eccesso presso la Bce, dovrebbero essere più inclini a concedere prestiti a consumatori e aziende. I consumatori comprerebbero così più beni e le aziende investirebbero in nuova capacità produttiva. Una crescita economica più rapida aiuterebbe a prevenire una discesa dell‘inflazione a livelli troppo bassi o addirittura negativi, un segno di un malessere economico”.