Fmi: piano da 333 miliardi per l’Italia

30 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Tecnicamente l’Italia potrebbe essere salvata dal Fondo Monetario Internazionale, che metterebbe a disposizione una linea di credito da 333 miliardi di euro nell’arco di due anni.

Secondo le ultime indiscrezioni stampa, l’Italia prenderebbe 461 miliardi di euro in prestito tra il 2012 e il 2013 — una somma di poco superiore al Pil della Svizzera, che e’ il motivo per il quale si respira un certo nervosismo circa l’eventualita’ di mettere in moto una simile operazione.

Alla fine il Fondo coprira’ il 72% delle “spese” di assistenza finanziaria. Per il resto ci pensera’ il fondo salva stati. In questo modo verranno pero’ utilizzate il 64% di risorse disponibili del Fondo.

Ma il contributo dell’Italia alle risorse FMI si ferma al 3,1%. Sono proporzioni che verrebbero difficilmente accettate. Si tratta di ricevere 20 volte tanto i soldi impegnati. Cosi’ facendo si rischia di scatenare aspre proteste.

I leader dell’Ecofin sembrano continuare per la loro strada. Ieri hanno trovato un accordo per alimentare le risorse del FMI tramite prestiti bilaterali, tali che il prestatore internazionale possa stare al passo con le nuove capacita’ potenziate del fondo salva stati europeo.

Il mandato a rinegoziare le capacita’ del Fondo Monetario e’ stato deciso in occasione del summit del G20 di Cannes. I ministri hanno stabilito i due modi con cui si potra’ sfruttare la leva creditizia del fondo di emergenza EFSF da 440 miliardi: uno schema di garanzie accompagnato da un programma di coinvestimenti.

L’EFSF ha circa 250 miliardi di euro di risorse rimanenti e quella somma potrebbe essere moltiplicata piu’ volte, se il fondo attirasse investitori privati dall’esterno, disposti a comprare bond nel mercato primario delle aste o anche nel secondario.

Il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn ha detto oggi che l’Unione europea e’ favorevole a un aumento delle risorse del Fmi e ha spiegato che gli Eurobond sono una soluzione percorribile, ma solo a patto di una governance economica potenziata.

Oggi si tiene un incontro dei ministri delle finanze e dei funzionari dell’Unione europea per discutere dei piani anti-crisi. “Stiamo lavorando per avere un incremento delle risorse del Fmi. C’è un confronto molto stretto, su questo, con Christine Lagarde (numero uno del Fondo monetario internazionale)”, ha detto Rehn.

“Ieri all’Eurogruppo ho presentato le proposte della Commissione per migliorare la governance sull’economia, per esempio attraverso un più stringente monitoraggio dei bilanci pubblici e maggiori competenze per agire preventivamente nel caso uno stato membro si trovi di fronte al rischio di instabilità finanziaria. Abbiamo ricevuto un riscontro positivo e presenterò queste proposte all’Ecofin; mi aspetto che gli stati membri appoggerranno un rafforzamento della governance economica per creare una vera unione di stabilità o un’ancora più stretta unione economica”, ha aggiunto.

Rehn ha aggiunto che l’Europa sta entrando “nel periodo critico di 10 giorni per il completamento della risposta Ue alla crisi”. Lo ha detto al suo arrivo all’Ecofin. Il 9 dicembre e’ in calendario il vertice dei capi di Stato e di governo dei 27.

“Dobbiamo continuare a lavorare soprattutto su due fronti – ha detto Rehn – da un lato assicurare di avere delle barriere antincendio sufficienti, ma allo stesso tempo dobbiamo rafforzare la nostra governance economica” .