Fmi, Cottarelli: “Troppo debito. E la classe media sta scomparendo”

9 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI) – “Il debito sia pubblico che privato è troppo alto e la classe media quella che una volta sosteneva la domanda – sta scomparendo”. A parlare è Carlo Cottarelli, direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale per l’Italia a margine del convegno tenutosi ieri all’ambasciata italiana a Washington in presenza del Presidente della repubblica Sergio Mattarella in visita negli Stati Uniti.

L’ex responsabile della spending review, sia durante il governo di Enrico Letta che sotto Renzi, ha affermato che i timori che oggi si vivono sui mercati possono essere sì esagerati ma comunque lo specchio di “problemi strutturali” di cui soffre oggi l’economia mondiale.

“Quei problemi strutturali riemergono ogni tanto e secondo me in buona parte sono legati al grosso cambiamento che c’è stato nella distribuzione del reddito negli ultimi 20-30 anni: la classe media si è impoverita e ha meno potere di acquisto. Per indurla a consumare, e questo è molto chiaro in Usa, si sono dovuti tenere i tassi di interesse molto bassi e quindi le famiglie si sono indebitate (…) in generale, il debito delle famiglie nel mondo avanzato è aumentato. Questo significa che quando i tassi di interesse iniziano ad andare su, [quelle famiglie] possono avere dei problemi. Questo è quello che è successo e che dopotutto ha portato alla crisi nel 2008″.

Ma perché c’è troppo debito? La, risposta – secondo Carlo Cottarelli – potrebbe essere nei tassi “troppo bassi per troppo tempo”, una decisione presa perchè occorreva alimentare la domanda da parte di famiglie che avevano ridotto il loro reddito.

“Sapete quanto è cambiata la distribuzione del reddito negli Stati Uniti? Gli indici della distribuzione del reddito sono tornati a quelli che c’erano nel 1910. Tra il 1900 e il 1980 la distribuzione del reddito si era equilibrata. Negli ultimi 30 anni si è squilibrata di nuovo. La classe media americana sta scomparendo. Ci sono i molto ricchi e i molto poveri; il mezzo – che è quello che spingeva la domanda – sta scomparendo. Per mantenere in vita la domanda di questa classe media, si deve indurre la classe media a indebitarsi. Però questo può funzionare fino a un certo punto”.

Infine un accenno al crollo del prezzo del petrolio che non si è trasformato in volano per l’economia perché, secondo l’ex commissario la spending review, le famiglie hanno accumulato troppo debito.

“Il denaro risparmiato al benzinaio non è stato speso altrove ma piuttosto è stato risparmiato dalle famiglie perchè hanno accumulato troppo debito. Questa situazione di debolezza crea in generale bassa crescita; quando c’è bassa crescita, succede che i mercati finanziari si preoccupano. Questi su e giù che vedete sono dovuti a un estremo nervosismo, che potrà anche essere ingiustificato ma che secondo me è legato a problemi strutturali”.