Fmi al G20: ripresa globale a rischio. “Agite subito”

25 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

MILANO (WSI)  – Alla vigilia del G20 di Shanghai, Cina, il colpo d’occhio sull’economia globale non è dei più felici: il Fondo monetario internazionale, infatti, avverte in un documento dal titolo “Global Prospects and Policy Challenges”, che un’ulteriore revisione al ribasso delle stime di crescita globale è “probabile”. Lo si saprà ad aprile, quando uscirà l’ultimo World Economic Outlook redatto dal Fmi, intanto, a gennaio, le stime sono già scese dello 0,2% al 3,4% di crescita prevista per quest’anno e a 3,6% per il 2017.

A Shanghai si siederanno attorno al tavolo i ministri delle Finanze, per coordinare le politiche economiche dei vari Paesi con l’orientamento verso maggiori sostegni alla domanda, anche perché maggiori sono i rischi “di un deragliamento della ripresa in un momento in cui l’economia globale è particolarmente vulnerabile a shock avversi”, ammonisce il Fmi, precisando che tali shock all’ “urgenza di risposte politiche di ampia portata che rafforzino la crescita e gestiscano le vulnerabilità”.

In particolare sono le politiche monetarie, che dopo anni di centralità, stanno esaurendo le cartucce. Scrive il Fondo:

“Per evitare la eccessiva dipendenza dalle politiche monetarie, una politica fiscale a breve termine dovrebbe supportare la ripresa, laddove appropriata, e nel caso in cui vi sia lo spazio fiscale, concentrandosi sugli investimenti”

Per quanto riguarda l’Europa, come spesso è stato ricordato dall’istituto, è proprio la Germania che avrebbe lo spazio fiscale per fare politiche fiscali più generose: paesi come la Germania «dovrebbero fare di più per sostenere la crescita attraverso per esempio investimenti in infrastrutture».

Ciò detto resta caldo l’invito a mantenere accomodanti le politiche monetarie, se i target d’inflazione restano ancora non centrati: è il consiglio indirizzato alla Bce che “dovrebbe continuare a comunicare con forza la sua volontà di usare tutti gli strumenti disponibili fino a che non siano raggiunti gli obiettivi di stabilità dei prezzi.

E il Quantitative easing Qe dovrebbe essere supportato da un mix di politiche comprensive di supporti fiscali (cioè bilanci pubblici più espansivi), riparazione dei bilanci e riforme strutturali.