Flash Crash petrolio: sotto $42. Conseguenze geopolitiche “terrificanti”

14 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il petrolio è sceso sotto i 42 dollari al barile per la prima volta in sei anni.

I futures sul contratto WTI americano cedono il 3% sul Nymex. Da inizio hanno il valore si è ridotto di oltre il 50%. La crisi è iniziata a giugno quando i paesi dell’Opec – il cartello dei maggiori esportatori della materia prima – hanno deciso di mantenere invariati i livelli di produzione.

Le mosse della Cina dei giorni scorsi – con le autorità che hanno deciso di svalutare fortemente lo yuan nei confronti del dollaro, indebolendo commodities come carbone e petrolio – sono state il colpo definitivo in un mercato caratterizzato da scorte in eccesso e crisi della domanda.

In arrivo sul mercato ci sono un’ondata di barili iraniani, non appena le sanzioni economiche contro Teheran verranno annullate nel giro di pochi mesi. Martedì l’Opec ha fatto sapere che i livelli di produzione sono saliti ai massimi di tre anni in luglio.

Le conseguenze geopolitiche di un tale trend potrebbero essere “paurose”, secondo il rinomato investitore Jeff Gundlach. “Il petrolio è incredibilmente importante ora come ora. Se scivola sotto i 40 dllari al barile penso che il rendimento sui decennali del Tesoro scenderà all’1%”.

“Spero non succeda perché allora vorrebbe dire che il mondo, e non solo l’economia, sarebbero in crisi”. Le conseguenze geopolitiche sarebbero “terrificanti”.

Balzi repentini e accentuati del prezzo del greggio in passato hanno corrisposto spesso con periodi geopolitici tormentati e crisi economiche gravi.

(DaC)