Fitch: “Con downgrade rating, effetto domino su banche”

19 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Un vero e proprio bagno di sangue stamani per Piazza Affari con l’indice Ftse Mib che viaggia al momento in calo allo 0,8% dopo aver toccato anche -1,5%. Ma a soffrire di più sul listino milanese oggi sono le banche.

Tutti i principali istituti sono in calo con Mediobanca che segna un -1,5%, Banca Generali il 3,50%, Intesa Sanpaolo l’1,60%, Bper Banca il 2,26%, Unicredit il 3,25% e Ubi Banca e Banco Bpm in profondo rosso, rispettivamente a – 5,08% e – 4,82%. E’ il comparto bancario a soffrire oggi per l’allargamento dello Spread tra i rendimenti dei BTp decennali e dei Bund di pari scadenza che hanno sfiorato i 340 punti base, ai massimi in oltre cinque anni. Il rendimento del decennale italiano sale ancora e si attesta al 3,76% dal 3,68% della chiusura di ieri.

A pesare ulteriormente la nota di oggi di Fitch secondo cui le banche italiane affrontano maggiori pressioni sui rating dal rischio sovrano dell’Italia. L’agenzia spiega che un downgrade dell’Italia porterebbe probabilmente a un’analoga decisione su altre banche come Bnl (BBB+), Credito Emiliano, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e UniCredit (tutte BBB) e Unipol Banca (BB+).

Tra i rischi che corrono oggi gli istituti di credito, secondo l’agenzia di rating americana, vi sono l’erosione di capitale dovuta al calo dei prezzi dei titoli di stato, i più elevati costi di funding e l’incertezza macroeconomica.

Fitch vede nel medio termine un aumento del costo del funding e per alcune banche non di grandi dimensioni difficoltà nel rifinanziarsi a costi che possa sostenere gli impieghi. Tuttavia, osserva l’agenzia, per le più grandi il rischio è limitato. Infine, dice l’agenzia, i progressi compiuti sul fronte dei crediti deteriorati potrebbero fermarsi qualora gli investitori pensassero che i rischi macro aumenteranno. Tuttavia  le transazioni di npl (non-performing loan) sono proseguite e la recente bozza di bilancio va verso lo stimolo alle vendite di npl.