Fisco implacabile, scatta tassa retroattiva su bond della Grecia. Ma poi il governo smentisce

15 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il governo greco ha smentito l’ipotesi di una tassa retroattiva per gli investitori esteri titolari di governativi ellenici, dicendo che il capital gain archiviato nel periodo da inizio 2012 a fine 2013 è soggetto al regime fiscale in vigore in quel periodo.

Il rendimento del decennale GR10YT=TWEB è salito vicino ai massimi di due mesi, con i trader che hanno citato un documento contenente dettagli sulla tassa.

Tuttavia alcuni funzionari greci hanno spiegato che il documento cercava soltanto di chiarire che il precedente regime fiscale – 33% per le persone legali e 20% sulle fisiche – era stato abolito da quest’anno.

“Non vi sono tasse sul ‘capital gain’ sui bond governativi greci detenuti dagli investitori stranieri dal 1 gennaio 2014 in avanti”, si legge in una nota del ministero delle Finanze. “Di conseguenza, le voci di ipotetica tassazione retroattiva sono del tutto destituite di fondamento”.

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Non sono solo i dati sul Pil italiano ed europeo in generale a mettere sotto pressione l’azionario e l’obbligazionario dell’Europa e di Wall Street.

I mercati scontano anche la notizia in arrivo dalla Grecia, che provoca forti vendite sulla borsa e sui titoli di stato greci. In particolare, la Borsa di Atene crolla -4,6%.

La Grecia ha deciso di imporre una tassa retroattiva sui capital gains guadagnati dagli investitori non residenti che hanno scommesso sui bond greci.

La tassa, stando al contenuto della Circolare, amdrebbe a colpire sia i singoli individui che gli istituti senza una residenza fissa in Grecia, sui guadagni in conto capitale ottenuti da investimenti in titoli di stato e corporate nel periodo compreso tra il 29 febbraio del 2012 e il 31 dicembre del 2013.

La tassa imposta è del 33% sulle società e del 20% sugli individui.